sabato, 15 Agosto 2026

Premio Siris 2026 all’Innovazione Tecnologica all’architetto Giuseppe Trabace: “Grande professionista e mente visionaria”. Tra i premiati anche la giornalista Sissi Ruggi, presidente dell’ODG Basilicata

Un Premio, dalle parole del sindaco di Episcopia Egidio Vecchione, che ha l’obiettivo di dar ulteriore valore alle eccellenze lucane “perché la lucanità la portiamo nel mondo, il lucano è una persona davvero laboriosa”. Si è svolta ieri la XIII edizione del Premio...

Si intitola Santi numi (Exòrma edizioni) di Jacopo Masini, una raccolta di vite di santi ma… immaginari: santi che vengono prelevati in qualche modo dalla tradizione apologetica dei profeti e riportati alla nostra epoca.
Dodici racconti lunghi, uno per mese dell’anno, e altri brevissimi in mezzo, assurdi e divertenti, che fanno diventare santi e beati gente di paese, uomini e donne che vedono il mondo a modo loro.
Vite di gente vissuta nella valle del Po – tra Parma, Cremona, Mantova, Reggio, Modena, Ferrara e Bologna – con la sola intenzione di fare cose matte o sante, non si sa se per davvero o per finta, più o meno verso la fine del secolo scorso.

Jacopo Masini riscrive storie che sono patrimonio (conscio e inconscio) della nostra cultura, anche iconografica, per trasportarle dal loro secolo agli anni ’70-’80 del ’900. Quindi Giona, Giuditta, Paolo il Semplice, i monaci del deserto, sant’Ambrogio (patrono di Milano e delle api), ma anche Maria, Zaccaria, Elisabetta e Giuseppe diventano personaggi contemporanei.
L’autore ha scritto di loro con l’ambizione principale di far ridere, lasciandoci nel dubbio, come quando si legge della vita di sante/santi o profeti, che siano cose realmente accadute.
Storie che mescolano stati d’animo e generi, proprio come avviene negli antichi testi: la commedia, la tragedia, l’orrore, il misticismo, il riso, l’assurdo e tutto ciò che ci ha reso come siamo, cioè esseri umani che stanno sulla terra col passo degli insetti, solo con le zampe più lunghe.
E se quei martiri, beati, santi che si sono fatti amputare, martirizzare, che hanno scelto l’ascesi e la follia facessero le stesse cose oggi, cosa succederebbe? Cosa penseremmo di loro? Ci verrebbe da sorridere e, quindi, ci farebbero pensare.

Dal racconto: “IL BEATO MASSIMO BORELLI”
Massimo Borelli terminò la sua predicazione una notte di luglio del 1987, al Bar La Spina di Campo Saliceto, un piccolo paese di agricoltori dediti al bere. _
La famiglia di Massimo viveva da oltre un secolo in un podere circondato dai campi, due maialifici, la fattoria dei Magnani e il caseificio della famiglia Bocchi, la più ricca del paese, dedita al bere. _
Di quando era piccolo, Massimo Borelli, in seguito divenuto il Beato Massimo Borelli detto l’Astemio, ricordava poche cose. In particolare ricordava le serate, prima di andare a letto, in cui, passando davanti alla camera da letto dei suoi nonni – vivevano tutti insieme nella casa padronale al centro del podere, i nonni, i genitori, gli zii, i cugini e i suoi tre fratelli – a turno lui e i fratelli sbirciavano all’interno, per cogliere il momento in cui sua nonna Ines si coricava nel letto, i capelli raccolti in un fazzoletto che non toglieva mai e una doppietta lungo il fianco, completamente ubriaca.

L’AUTORE

Jacopo Masini nasce nel 1974 a Parma. Ha collaborato a lungo con la scuola Holden di Torino e da oltre dieci anni tiene corsi di scrittura creativa. È autore di romanzi, racconti, testi teatrali pubblicati in antologie da Transeuropa, Feltrinelli, Fandango, Epika Edizioni, Inkiostro. Il suo ultimo lavoro, “Polpette e altre storie brevissime”, è stato pubblicato da Del Vecchio Editore. Sul canale Twitch di Tom’s Hardware Italia tiene periodici incontri di lettura e rassegna di novità editoriali.

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