Nella mattinata odierna i Carabinieri della Compagnia di Altamura hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa della misura della custodia cautelare in carcere, emessa in data 21 agosto 2026 dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Matera, su...

“Per me di comprovato c’è che Dirk e Angela sono morti. E che il loro futuro, di coetanei che non si sono mai conosciuti, è sparito in pochi mesi. Vissuto negli ospedali per lui, in fuga dai medici per lei. Uno è morto dopo un colpo di fucile, l’altra per un suo imprevedibile rinculo.
È difficile stabilire con chiarezza i nessi causali tra la morte di Angela e la dottrina di Hamer, lo faranno forse i giudici italiani, ma poi ognuno avrà la sua verità dei fatti, come nel processo al Savoia dove, a quanto leggo, la dinamica dei fatti era chiara da subito e poi è diventata oscura, come tutta questa storia piena di ombre”.
C’è un filo sottile che lega la morte di Dirk Hamer a quella di Angela, 36 anni dopo. Dirk è il ragazzo che nella notte del 17 agosto 1978 viene colpito da un proiettile mentre dorme su una barca in rada presso l’isola di Cavallo, in Corsica, dove è in vacanza con la sorella Birgit. Angela, invece, muore a 18 anni per una leucemia dalla quale poteva guarire: i genitori, però, si ostinano a farle seguire le cure del dottor Hamer, padre di Dirk, che in seguito alla perdita del figlio e della moglie dà impulso alla “Nuova medicina germanica”, opponendosi alle terapie farmacologiche – considera i traumi psichici l’origine di ogni malattia. A riannodare con pazienza e con più registri narrativi le fila di queste vicende complesse è il giornalista Luca Mastrantonio nel suo romanzo d’esordio, Piombo e latte (Bompiani). Ci sono pagine in cui lo fa con la precisione e l’obiettività del cronista – avvalendosi di dossier processuali, diari, articoli di giornali – altre nelle quali emerge il coinvolgimento emotivo che lo porta a raccontare alcuni episodi personali, mai disgiunti dalle storie di Dirk e Angela, che procedono appaiate.
Il delitto e il calvario di Dirk, durato più di cento giorni, il processo contro il presunto colpevole, il principe Vittorio Emanuele di Savoia; il metodo discusso e discutibile di Hamer – secondo cui la malattia è sintomo di un dolore più antico – che fa proseliti e vittime; lo spirito combattivo di Birgit Hamer, che non si è mai arresa all’ingiustizia; la morte di Angela, che sembra una condanna senza appello ingiustamente inflittale dai genitori, influenzati dall’utopia di una cura alternativa per i tumori: Piombo e latte è stato definito “un romanzo sul pensiero magico che può perderci o salvarci”.
“La nostra testa è un falò preistorico di ombre, di nuvole e Hamer è uno sciamano abile, lui balla con me e io ballo con lui, non riuscendo più a fermare il flusso di pensieri che scatena”.
Una curiosità: nei giorni trascorsi in ospedale, Dirk chiede spesso da bere del latte, che i genitori gli offrono di nascosto, contro il parere dei medici. Il piombo – quello delle armi da fuoco, quello delle tipografie – e il latte, alimento materno e antidoto al veleno, sono i simboli potenti di questo romanzo.
Piombo e latte si legge d’un fiato grazie a una trama molto forte a livello emotivo e a uno stile raffinato ed elegante.
Mastrantonio, classe ’79, è dal 2011 al “Corriere della Sera”, dove scrive per “Sette” ed è stato tra i fondatori dell’inserto “la Lettura”. Autore e conduttore radiofonico per Radio3, insegna storytelling all’università IULM di Milano. Suoi testi poetici e racconti sono apparsi in riviste (Nuovi Argomenti) e antologie (Ogni maledetta domenica, Minimum Fax, a cura di Alessandro Leogrande). Tra i saggi, Irrazionalpopolare (Einaudi, 2008), Intellettuali del piffero (Marsilio, 2013), Emulazioni pericolose (Einaudi, 2018). Nel 2024, alla Casa degli artisti di Milano, ha curato la residenza di poesia e arte ARIMO. La Spoon river per Milano. La sua newsletter è “Ufficio poesie smarrite”.
Rossella Montemurro

