Si sono svolti giovedì 18 giugno, presso la S.S.D. Dynamic Center di Matera, gli esami di cintura per gli atleti materani che frequentano la società sportiva. Le prove si sono tenute sotto la supervisione del Presidente Regionale Federkombat, Maestro Gianni Laterza –...
È iniziata questa sera a Matera la Novena di preparazione alla Festa di Maria Santissima della Bruna. A presiedere la celebrazione in Piazza San Francesco d’Assisi, è stato l’arcivescovo di Matera-Irsina, mons. Benoni Ambarus, che nell’omelia, prendendo spunto dal racconto evangelico di Zaccaria ed Elisabetta alla vigilia della solennità di San Giovanni Battista, ha invitato i fedeli a vivere questo tempo come un cammino di preparazione spirituale e di rinnovata fiducia in Dio.
«Questa storia è la nostra storia», ha affermato l’arcivescovo riferendosi alla vicenda di Zaccaria, il cui nome significa “Dio ricorda”. «Dio ricorda la tua storia. Dio si ricorda di te. Non si è dimenticato di te e della tua speranza di vita», ha sottolineato.
Mons. Ambarus ha evidenziato come la sterilità vissuta da Zaccaria ed Elisabetta rappresenti l’esperienza di tante situazioni umane segnate dall’attesa, dalla fatica e dall’apparente assenza di frutti. «La promessa di Dio passa proprio attraverso la loro sterilità», ha spiegato, ricordando che la fede autentica nasce dalla scoperta di essere figli amati e accompagnati da Dio.
Richiamando il significato del nome Giovanni, “dono di Dio”, l’arcivescovo ha ribadito che «la vita non si possiede e neppure le persone si possiedono. Tutto è dono». Da qui l’invito a leggere anche le prove e le fragilità come luoghi nei quali il Signore continua a operare.
L’omelia si è poi soffermata sul significato del tempio, luogo in cui Zaccaria riceve l’annuncio dell’angelo. «Il tempio rappresenta ciò che è al centro della vita», ha osservato mons. Ambarus, invitando a non perdere la dimensione spirituale e la relazione con Dio anche nei momenti più difficili.
Rivolgendosi alla comunità materana all’inizio del cammino verso il 2 luglio, l’arcivescovo ha richiamato le sfide del tempo presente: «Viviamo in un’epoca nella quale spesso sperimentiamo una grande sterilità. Sembra che la fede non riesca più a rigenerarsi. Sembra che, a volte, anche come Chiesa facciamo fatica a generare nuova vita». Tuttavia, ha aggiunto, «Dio ricorda la nostra esistenza. Siamo destinati alla vita. Dio porterà a compimento le sue promesse».
«Non scoraggiatevi, anche se nella vostra vita, nelle vostre famiglie o nella nostra società sembra esserci aridità, paura, sterilità», è stato l’invito conclusivo del presule, che ha esortato i fedeli a sostenersi reciprocamente nella preghiera e nella speranza.
Affidando il cammino della Novena all’intercessione della Vergine Maria, mons. Ambarus ha concluso chiedendo che la Madre di Dio aiuti tutti a «tenere lo sguardo e il cuore fissi nel Signore, che mantiene le sue promesse perché si ricorda di noi».
Ufficio Comunicazioni Sociali Diocesi di Matera-Irsina

