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Matera: mons. Ambarus apre la Novena della Bruna. “Dio si ricorda di noi e mantiene le sue promesse”

È iniziata questa sera a Matera la Novena di preparazione alla Festa di Maria Santissima della Bruna. A presiedere la celebrazione in Piazza San Francesco d’Assisi, è stato l’arcivescovo di Matera-Irsina, mons. Benoni Ambarus, che nell’omelia, prendendo spunto dal racconto evangelico di Zaccaria ed Elisabetta alla vigilia della solennità di San Giovanni Battista, ha invitato i fedeli a vivere questo tempo come un cammino di preparazione spirituale e di rinnovata fiducia in Dio.

«Questa storia è la nostra storia», ha affermato l’arcivescovo riferendosi alla vicenda di Zaccaria, il cui nome significa “Dio ricorda”. «Dio ricorda la tua storia. Dio si ricorda di te. Non si è dimenticato di te e della tua speranza di vita», ha sottolineato.

Mons. Ambarus ha evidenziato come la sterilità vissuta da Zaccaria ed Elisabetta rappresenti l’esperienza di tante situazioni umane segnate dall’attesa, dalla fatica e dall’apparente assenza di frutti. «La promessa di Dio passa proprio attraverso la loro sterilità», ha spiegato, ricordando che la fede autentica nasce dalla scoperta di essere figli amati e accompagnati da Dio.

Richiamando il significato del nome Giovanni, “dono di Dio”, l’arcivescovo ha ribadito che «la vita non si possiede e neppure le persone si possiedono. Tutto è dono». Da qui l’invito a leggere anche le prove e le fragilità come luoghi nei quali il Signore continua a operare.

L’omelia si è poi soffermata sul significato del tempio, luogo in cui Zaccaria riceve l’annuncio dell’angelo. «Il tempio rappresenta ciò che è al centro della vita», ha osservato mons. Ambarus, invitando a non perdere la dimensione spirituale e la relazione con Dio anche nei momenti più difficili.

Rivolgendosi alla comunità materana all’inizio del cammino verso il 2 luglio, l’arcivescovo ha richiamato le sfide del tempo presente: «Viviamo in un’epoca nella quale spesso sperimentiamo una grande sterilità. Sembra che la fede non riesca più a rigenerarsi. Sembra che, a volte, anche come Chiesa facciamo fatica a generare nuova vita». Tuttavia, ha aggiunto, «Dio ricorda la nostra esistenza. Siamo destinati alla vita. Dio porterà a compimento le sue promesse».

«Non scoraggiatevi, anche se nella vostra vita, nelle vostre famiglie o nella nostra società sembra esserci aridità, paura, sterilità», è stato l’invito conclusivo del presule, che ha esortato i fedeli a sostenersi reciprocamente nella preghiera e nella speranza.

Affidando il cammino della Novena all’intercessione della Vergine Maria, mons. Ambarus ha concluso chiedendo che la Madre di Dio aiuti tutti a «tenere lo sguardo e il cuore fissi nel Signore, che mantiene le sue promesse perché si ricorda di noi».

Ufficio Comunicazioni Sociali Diocesi di Matera-Irsina

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