giovedì, 9 Luglio 2026

“Rimasi sconvolto dalla folle vicenda che scoprimmo: trenta, quaranta, cinquanta ragazze, e verbali della polizia sulla maggior parte di loro, eppure questo tizio aveva ricevuto soltanto una punizione lieve. Jeffrey Epstein era assimilabile ai personaggi più malvagi che io abbia mai creato. Forse era addirittura peggiore di loro: se quella fosse stata fiction avrei dovuto smorzare i toni, nessuno avrebbe mai ritenuto credibile un personaggio così eccessivo”.

Lo scrive James Patterson ne La verità sugli Epstein files. I documenti segreti che stanno facendo tremare il potere (Chiarelettere, traduzione di Elena Cantoni e Sara Caraffini), nell’edizione del volume del 2026 firmato insieme a John Connolly e Tim Malloy.

Negli ultimi mesi, migliaia di atti giudiziari, deposizioni, e-mail e accordi riservati – i cosiddetti “Epstein file” – sono diventati di dominio pubblico, riportando il nome di Jeffrey Epstein in prima pagina in tutto il mondo. Questi documenti rivelano come un uomo presentato per anni come genio della finanza e filantropo di Harvard e del MIT sia riuscito a costruire una rete di potere capace di coinvolgere presidenti, principi, premi Nobel e tycoon della tecnologia e dell’alta finanza, convinto di poter vivere al di sopra della legge. 

Già dieci anni fa, nel 2016, Patterson – re mondiale del thriller – portò alla ribalta l’affaire Epstein, ricostruendo per primo la vicenda che aveva investito il magnate e la sua vasta cerchia di amici. Le richieste, fatte a minorenni disagiate, di massaggi erotici a sfondo sessuale dietro lauto compenso: dieci anni fa fu per questo, un reato penale passabile di pena detentiva, che la Polizia di Palm Beach accusa Jeffrey Epstein. Ma il procuratore di Stato accettò di incriminare Epstein per un unico capo d’accusa, aggressione aggravata, senza intento di commettere reato – un capo d’accusa che non prevede alcuna pena detentiva. La polizia locale richiese quindi un’indagine federale, fu avviata una nuova inchiesta ma anche questa volta secondo i procuratori il castello accusatorio era insufficiente. Nel 2008 la procura e i procuratori furono sotto attacco: Epstein aveva ingaggiato un team di luminari del foro – tra loro legali che avevano lavorato nell’ufficio del procuratore federale e nell’unità del Dipartimento di giustizia contro lo sfruttamento e gli atti osceni ai danni dei minori. Non solo, gli avvocati di Epstein avviarono indagini sui singoli procuratori e sulle loro famiglie per cercare piccole trasgressioni che potessero squalificarli.

Epstein si dichiarò colpevole in una Corte di Stato il 30 giugno del 2008: lo aspettavano 18 mesi di carcere (una condanna irrisoria), la registrazione a vita come reo di reati sessuali e i risarcimenti alle vittime.

A luglio 2019 il finanziere viene arrestato con l’accusa di traffico di minorenni. La mattina del 10 agosto 2019 i secondini lo trovano con il collo stretto in un lenzuolo. Le guardie che dovevano sorvegliarlo pare si siano addormentate. È suicidio, dirà l’archiviazione.

La verità sugli Epstein files ripercorre la parabola di Epstein a partire proprio dalle carte: fascicoli della polizia di Palm Beach, deposizioni delle vittime, memorie difensive, accordi segreti con i procuratori, incartamenti federali rimasti per anni invisibili all’opinione pubblica. Seguendo i detective, gli avvocati e i giornalisti che per primi hanno sfidato il muro di silenzio, James Patterson racconta le origini oscure della fortuna di Epstein, la rete di reclutamento di adolescenti nelle scuole di Palm Beach e nelle agenzie di modelle, gli incontri privati in cui le ragazze vengono trattate come merce di scambio per uomini influenti. E mostra come, per anni, la giustizia americana si sia piegata davanti a un singolo uomo, mentre le istituzioni accademiche e culturali erano disposte a chiudere gli occhi in cambio di donazioni.

Ci sono ombre, non detti, coperture altolocate e la torbida ossessione per le ragazzine nella vicenda del miliardario americano ricostruita con dovizia di particolari da Patterson. Il suo stile ripercorre tutto lo squallore della storia di Epstein narrandola a trecentosessanta gradi e da più punti di vista. Dalla biografia, nella quale il lettore si fa un’idea di quest’uomo ricchissimo, proprietario di un’isola privata, molto amato dai potenti (Bill Clinton, Donald Trump, il principe Andrea d’Inghilterra…) e sempre circondato da donne splendide, fino ai chiaroscuri degli atti giudiziari e alla voce delle vittime.

James Patterson è un maestro della narrativa di suspense. Ha ideato serie di successo che hanno come protagonisti Alex Cross, Le donne del Club Omicidi, Michael Bennett, l’Agenzia Private International, e scritto gialli a quattro mani come Cartoline di morte (con Liza Marklund) e Il presidente è scomparso (con Bill Clinton), tutti editi in Italia da Longanesi. Ha venduto oltre 400 milioni di copie finendo nel Guinness dei primati come unico autore al mondo a occupare per cinquantanove volte il primo posto nella Bestseller List del “New York Times”.
John Connolly è un giornalista investigativo da venticinque anni, quasi la metà dei quali al servizio di “Vanity Fair”. Ha firmato inchieste per numerose testate statunitensi.
Tim Malloy è un veterano del giornalismo a mezzo stampa e televisivo. Ha vinto otto Emmy come reporter investigativo, documentarista e corrispondente di guerra. È un analista politico attivo su stampa, rete e televisione.

Rossella Montemurro

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