Stasera, sul fronte del contatto pieno, torna in scena un nome che non ha bisogno di presentazioni. Torna un uomo che non entra mai sul ring per caso. Torna Danilo Andrulli, il pluricampione materano, categoria -66.800 kg, specialità K-1. Danilo, guidato dal Maestro...
Oggi vorrei fare una riflessione sulla gioia.
E volevo farlo ricordando una lezione in una classe quinta.
Chiesi ai ragazzi che cosa pensassero della seguente definizione di gioia: “La gioia è una virtù cristiana, perché la vera gioia viene dalla fede, cioè da Gesù che è veramente Risorto.”
E a ragione di questo affermavo che se la fede non ci rende contenti della vita vuol dire che non è la fede del Vangelo.
Ecco perché il vero cristiano non deve essere triste, non deve essere pessimista e soprattutto non deve essere scontento della vita.
Un alunno mi rispose: “Professore, queste sono solo belle parole, su cui in teoria possiamo essere d’accordo: ma come faccio ad essere contento della vita, quando ho avuto tante disgrazie, ho ricevuto tante bastonate?”
E mi elencava le sue pene: mamma ammalata, fratelli in difficoltà per vari motivi, insuccessi affettivi…
Dobbiamo imparare a partecipare alle sofferenze del nostro prossimo, dando l’aiuto possibile che ci è possibile dare.
Ed è difficile dire a chi ha avuto dalla sorte più gioie o più dolori, più fortuna o più disgrazia.
E a pensare che non siamo in grado di giudicare nemmeno la nostra esistenza, figuriamoci quella degli altri!
A volte diciamo: quello sì che è un uomo fortunato! Oppure , un uomo sfortunato.
La verità è un’altra: è Gesù la buona notizia che rende veramente felice la nostra vita.
Come cristiani, non possiamo essere contenti o scontenti perché fortunati o sfortunati, perché la fede ci dice che è Gesù che ci salva.
«Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia»
Gesù è la bella notizia, Gesù è la nostra grande gioia.
Io sinceramente credo che per un cristiano essere contento e gioioso è un dovere, è la prima testimonianza che dobbiamo dare.
Ho insegnato religione cattolica una vita!
L’insegnante di religione è un testimone, un mandato, sicuramente è un punto di riferimento.
In conclusione: la gioia della fede viene da due fattori.
Il primo. La sicurezza di essere protetti, amati, difesi e perdonati.
Il secondo. La gioia della fede viene dall’abbandonarsi totalmente a Dio.
Affidarsi a Dio è facile e difficile.
E’ facile perché si tratta di un atto semplice: abbandonarsi a Lui. “Signore pensaci tu”.
È difficile perché è un salto nel vuoto, proprio come lanciarsi col paracadute.
Solo chi ha una grande pratica di lanci si butta quasi senza pensarci.
Dovesse capitare a me, non so come me la caverei…
Nicola Incampo
Responsabile della CEB per l’IRC e per la pastorale scolastica

