Torna a grande richiesta, oggi e domani (per info e prenotazioni https://www.pasquamatera.it/), in chiave sacra teatrale “Mater Sacra – La Via della Croce”, il nuovo appuntamento di Pasqua promosso da Prisco Provider in collaborazione con il Comune di Matera, Apt...
Avete mai riflettuto che come elemento distintivo noi cristiani crediamo che abbiamo un futuro: non è che sappiamo nei particolari ciò che ci attende, ma sappiamo che nell’insieme che la nostra vita non finisce nel vuoto.
“Per questo il Vangelo non è soltanto una comunicazione di cose che si possono sapere, ma una comunicazione che produce fatti e cambia la vita.
La porta oscura del tempo, del futuro, è stata spalancata.
Chi ha speranza vive diversamente; gli è stata donata una vita nuova”. (Cfr. Benedetto XVI, Spe Salvi, 2007, n.2).
Oggi vi propongo una bellissima e dolce poesia indiana dal titolo “Aspetta”:
No, non è in tuo potere far aprire il bocciolo; scuotilo, sbattilo,
non riuscirai ad aprirlo.
Le tue mani lo guastano,
ne strappi i petali e li getti nella polvere,
ma non appare nessun colore e nessun profumo.
Ah! A te non è dato di farlo fiorire.
Colui che invece fa sbocciare il fiore, lavora semplicemente,
vi getta uno sguardo all’alba e la linfa della vita scorre nelle vene del fiore.
Al suo alito il fiore dispiega lentamente i suoi petali
e si culla lentamente al soffio del vento.
Come un desiderio del cuore, il suo colore erompe,
e il suo profumo tradisce un dolce segreto.
Colui che fa sbocciare veramente il fiore lavora sempre solo
semplicemente e silenziosamente.
Costringere un fiore a sbocciare con la forza è assurdo.
Come è illusorio forzare i tempi dello spirito.
Infatti solo Dio sa condurre a maturazione seguendo tempo e momenti.
Dio agisce segretamente e in modo non appariscente, eppure il risultato è efficace e meraviglioso.
Ricordate la parabola del seminatore?
«Il regno di Dio è come un uomo che getta il seme nella terra; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce; come, egli stesso non lo sa. Poiché la terra produce spontaneamente, prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga. Quando il frutto è pronto, subito si mette mano alla falce, perché è venuta la mietitura».
Ecco perché la scrittrice francese Simone Weill ha sintetizzato: “I beni più preziosi non devono essere conquistati, ma attesi.”
Bisogna seguire la traiettoria disegnata da Dio nella storia.
Bisogna rispettare i tempi di ognuno nella propria crescita, senza pretendere di domandare a Dio e di opprimere i fratelli.
Scrive san Giacomo nella sua lettera: “Siate dunque pazienti, fratelli, fino alla venuta del Signore. Guardate l’agricoltore: egli aspetta pazientemente il prezioso frutto della terra finché abbia ricevuto le piogge d’autunno e le piogge di primavera”.
Nicola Incampo
Responsabile della CEB per l’IRC e per la pastorale scolastica

