giovedì, 13 Agosto 2026

Premio Siris 2026 all’Innovazione Tecnologica all’architetto Giuseppe Trabace: “Grande professionista e mente visionaria”. Tra i premiati anche la giornalista Sissi Ruggi, presidente dell’ODG Basilicata

Un Premio, dalle parole del sindaco di Episcopia Egidio Vecchione, che ha l’obiettivo di dar ulteriore valore alle eccellenze lucane “perché la lucanità la portiamo nel mondo, il lucano è una persona davvero laboriosa”. Si è svolta ieri la XIII edizione del Premio...

Ricordo di Antonella Pagano, poetessa e artista a tutto tondo

Una poetessa e artista a tutto tondo che sorprendeva per i suoi versi delicati e autentici, l’innata vivacità artistica e l’entusiasmo contagioso. Antonella Pagano pugliese di nascita e materana di adozione si è spenta ieri mattina a Roma all’età di 72 anni. Autrice...

“Mamma mi aveva dato le gocce e il mondo evaporava e non importava che quella fosse la cosa più importante della mia vita, il sonnifero è più potente di ogni tragedia. L’inferno che avevo dentro si andava spegnendo come una fiamma in un barattolo”.

Nilo Vasciaveo, 13 anni, orfano di padre, cresciuto da mamma Agata e zia Rosi in uno sperduto borgo della Sicilia, una striscia di case gettate alla rinfusa su una grande spiaggia. La loro, di casa, è inospitale, e non deve entrare – per decisione inappellabile di Agata – mai nessuno: “(…) Mamma adorava i colori acidi, giallo, arancione, verde. Lo stile anni Settanta, i monili smaltati, la sedia di Le Corbusier che aveva comprato a caro prezzo su eBay e teneva in camera sua e solo lei ci si poteva sedere. Ma nulla era visibile nell’oscurità che regnava in casa nostra, bisognava risparmiare, A me piaceva pensare che eravamo tre vampiri, mia madre sempre vestita di nero e zia Rosi che si accendeva e si spegneva come una lucciola”.

Nilo non ha amici, è succube di queste due donne a loro modo strane – la madre è terribile, severa, sembra non nutrire nessun tipo di amore nei suoi confronti mentre la zia, donna robusta, è ossessionata dal fitness ma non ottiene risultati –, osserva il mondo con le lenti deformate di un’adolescenza che sembra essergli negata: «Mamma mi aveva avvertito, scordati gli amici, scordati i viaggi, il mondo inizia e finisce a Triscina, noi abbiamo un compito, occuparci della cosa nel bagno».

La “cosa nel bagno”è un segreto indicibile e terribile al tempo stesso di cui i Vasciaveo sono da millenni custodi: la copertura delle due donne è un’impresa di marmi, in realtà la loro “aura” ombrosa è strettamente legata a quel mistero che le costringe a limitare i rapporti sociali.

Quando però, in paese, arrivano come un uragano Arianna – giovane donna bella e alla deriva, con un profilo su OnlyFans – e sua figlia Saskia, coetanea di Nilo, e prendono in affitto una casa di Agata, la routine monotona della famiglia Vasciaveo subisce uno scossone. Nilo rimane affascinato e allo stesso tempo turbato da questa inaspettata irruzione che lo confonde facendogli perdere i suoi punti di riferimento – la mamma e la zia. E in quei giorni lui comprende che essere custodi della cosa nel bagno equivale anche a esserne prigionieri: un sacrificio che, dopo aver conosciuto l’amore, non potrà piú sopportare.

Leggere Il custode (Einaudi), il nuovo romanzo di Niccolò Ammaniti, significa quasi rivedere i protagonisti adolescenti dei suoi libri. Gli atteggiamenti, i pensieri – formulati con una finta ingenuità ma chiaramente “da adulto” – di Nino ricordano quelli di Michele Amitrano – l’io narrante di Io non ho paura – e di Cristiano Zeno – il tredicenne di Come Dio comanda, Premio Strega 2007 – così come il contesto “casalingo”, e il frequente rimando ai cibi – trippa con la mentuccia, rognoni trifolati cucinati dalle donne Vasciaveo, mentre Michele Amitrano impazziva per “il purè e l’uovo”. Il tutto, mixato al realismo magico che sottende un romanzo originale e pieno di significati, a conferma della caratura di uno dei migliori scrittori italiani.

Niccolò Ammaniti è nato a Roma. Presso Einaudi sono usciti un suo racconto nell’antologia Gioventú cannibale (1996), i romanzi Branchie (1997), Io non ho paura (2001, 2011 e 2014), Che la festa cominci (2009, 2011, 2015), Io e te (2010), la raccolta di racconti Il momento è delicato (2012) e la raccolta di storie a fumetti Fa un po’ male (2004), sceneggiata da Daniele Brolli e disegnata da Davide Fabbri. Nel 2014, Stile Libero ha ripubblicato Ti prendo e ti porto via e Fango e, nel 2015, Come Dio Comanda. Sempre per Einaudi ha curato l’antologia Figuracce (2014), e pubblicato Anna (2015 e 2017), La vita intima (2023 e 2025) e Il custode (2026). Per la Tv ha scritto e diretto le serie Il miracolo (2018) e Anna (2021). È tradotto in tutto il mondo.

Rossella Montemurro

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