Giovedì 21 maggio, alle ore 16:00, presso il Centro Pastorale “Mater Ecclesia” dello Scalo di Grassano si terrà un incontro dedicato alla recente nota dei Vescovi italiani «L’insegnamento della religione cattolica: laboratorio di cultura e dialogo». L’evento vuol...
Il Tribunale di Bologna, presieduto dal giudice Luisa
Raimondi, ha condannato a una pena di 3 anni Sisto Salvatore Urgo, il 36enne
originario di San Mauro Forte (Matera), che fingendosi ginecologo offriva
consulenze mediche telefoniche a giovani ragazze, spesso studentesse universitarie
fuori sede, dalle quali riusciva a ottenere foto di parti intime.
Raimondi, ha condannato a una pena di 3 anni Sisto Salvatore Urgo, il 36enne
originario di San Mauro Forte (Matera), che fingendosi ginecologo offriva
consulenze mediche telefoniche a giovani ragazze, spesso studentesse universitarie
fuori sede, dalle quali riusciva a ottenere foto di parti intime.
La Procura
aveva chiesto una condanna a 5 anni e 9 mesi.
aveva chiesto una condanna a 5 anni e 9 mesi.
Dieci le vittime che hanno sporto
denuncia, di cui solo due si sono costituite parte civile.
denuncia, di cui solo due si sono costituite parte civile.
L’imputato finì in
carcere nel 2012 al termine di un’indagine della polizia postale. Dall’inchiesta
era emerso che chiamava al telefono le vittime o le contattava tramite Skype,
dicendo di essere un medico di ospedali di Bologna o di altre città. Citava
quindi esami o sospette patologie per cui le ragazze si erano sottoposte a
visite – non è mai stato chiarito come facesse a saperlo – e le invitava a
compiere atti di autoerotismo o ad inviargli foto. Sebbene non ci sia mai stato
contatto fisico, per gli inquirenti si è configurata comunque la violenza
sessuale, per avere violato l’autodeterminazione delle donne nella loro sfera
sessuale, aggravata dall’essersi qualificato come pubblico ufficiale. In tutto
erano dieci i capi di imputazione, due dei quali sono stati derubricati a
tentata violenza.
carcere nel 2012 al termine di un’indagine della polizia postale. Dall’inchiesta
era emerso che chiamava al telefono le vittime o le contattava tramite Skype,
dicendo di essere un medico di ospedali di Bologna o di altre città. Citava
quindi esami o sospette patologie per cui le ragazze si erano sottoposte a
visite – non è mai stato chiarito come facesse a saperlo – e le invitava a
compiere atti di autoerotismo o ad inviargli foto. Sebbene non ci sia mai stato
contatto fisico, per gli inquirenti si è configurata comunque la violenza
sessuale, per avere violato l’autodeterminazione delle donne nella loro sfera
sessuale, aggravata dall’essersi qualificato come pubblico ufficiale. In tutto
erano dieci i capi di imputazione, due dei quali sono stati derubricati a
tentata violenza.
Oltre alla condanna, il Tribunale ha stabilito due
provvisionali immediatamente esecutive alle parti civili di 1500 euro ciascuna.
provvisionali immediatamente esecutive alle parti civili di 1500 euro ciascuna.
Rossella Montemurro
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