Il Premio Strega ha annunciato ieri, dal Teatro Romano di Benevento e in diretta streaming realizzata da Rai Cultura e trasmessa su RaiPlay, il risultato della prima votazione che ha determinato la sestina finalista dell’ottantesima edizione. La conduzione...
L’Istituto Comprensivo “Semeria-Minozzi-Festa” di Matera ha aderito con entusiasmo alle attività di prevenzione delle dipendenze promosse dal SerD (Servizio Dipendenze) dell’Azienda Sanitaria Locale ASM, nell’ambito del Piano Regionale Prevenzione – PP1 Programma scuole che promuovono la salute. L’iniziativa, coordinata dalla dirigente scolastica Arcangela Paolicelli e dalla docente referente Tina Nuzzolese, ha coinvolto attivamente alunni, docenti e famiglie di diverse classi della scuola primaria e secondaria di primo grado.
Il progetto si è sviluppato attraverso un ricco calendario di appuntamenti mirati, volti a sensibilizzare i giovani e a offrire supporto educativo ai genitori. Le attività si sono svolte nel mese di maggio e hanno visto gli esperti del SerD Natale Pepe, Michela Eramo e Roberta Loperfido interagire con i ragazzi in alcune classi della scuola secondaria (1E e 2E del plesso “Cappelluti”, 3 A del plesso “Festa”). Giovedì 4 giugno il percorso si è chiuso con un importante momento di condivisione e confronto rivolto agli adulti. Presso la sede di Piazza Semeria gli esperti hanno accolto i genitori degli alunni delle classi della scuola primaria 4A (plesso “Don Milani”) e 4B (plesso “Manzi”).
L’iniziativa ha rappresentato un’importante occasione di crescita e di alleanza educativa tra la scuola, le famiglie e le strutture sanitarie locali. La grande partecipazione ha confermato l’attenzione e la sensibilità della comunità scolastica verso temi così cruciali per lo sviluppo e il benessere delle giovani generazioni.
Il SerD (Servizio Dipendenze, in passato noto come SerT) è un servizio pubblico ed essenziale del Sistema Sanitario Nazionale italiano, inserito all’interno delle Aziende Sanitarie Locali. Si tratta di un centro multidisciplinare a cui i cittadini possono accedere gratuitamente e nel pieno rispetto dell’anonimato. Le finalità del SerD si articolano su tre livelli: la prevenzione, informando e sensibilizzando la popolazione (in particolare i giovani) sui rischi legati all’uso di sostanze e ai comportamenti d’abuso, prima che si sviluppi una vera e propria dipendenza; la cura e la riabilitazione attraverso percorsi terapeutici personalizzati a persone che soffrono di dipendenze non solo da “sostanze” (come droghe e alcol), ma anche delle cosiddette dipendenze comportamentali o “senza sostanza”, come il gioco d’azzardo patologico, la dipendenza da internet, dai videogiochi o dallo smartphone; il supporto alle famiglie.
Affrontare queste tematiche con ragazzi della scuola secondaria di primo grado è strategico e fondamentale. I dati statistici mostrano che l’età del primo contatto con sostanze (come fumo, alcol o cannabinoidi) o con comportamenti a rischio (uso incontrollato di smartphone e social) si è drasticamente abbassata. Intervenire alle scuole medie significa fare prevenzione primaria, ovvero agire prima che il comportamento a rischio si manifesti o si consolidi.
La fascia d’età della scuola secondaria di primo grado coincide con l’inizio dell’adolescenza, un periodo di massimi cambiamenti neurologici e psicologici. Questi cambiamenti rendono i ragazzi emotivamente più vulnerabili, più propensi al rischio e meno capaci di prevedere le conseguenze a lungo termine delle loro azioni. Inoltre, i ragazzi oggi sono bombardati da informazioni, spesso deformate, che arrivano dal web, dai social media o dal gruppo dei pari; gli esperti del SerD portano a scuola informazioni scientificamente corrette, smontando i falsi miti (“lo fanno tutti”, “posso smettere quando voglio”) in modo oggettivo e senza toni giudicanti.
Il ciclo di incontri ha promosso negli studenti anche lo sviluppo di competenze trasversali quali il pensiero critico, la gestione delle emozioni, la capacità di dire di “no” senza paura di essere esclusi dal gruppo. Il progetto ha coinvolto anche i genitori. Spesso gli adulti non hanno gli strumenti digitali o culturali per comprendere i nuovi segnali di disagio dei figli (come l’isolamento da iper-connessione). Creare un ponte tra esperti, scuola e famiglie permette di intercettare precocemente i campanelli d’allarme e supportare i genitori nel loro ruolo educativo.

