martedì, 30 Giugno 2026

Al via la 15esima Edizione del Premio Moda Matera 2026

Matera, già Capitale Europea della Cultura e oggi Capitale del Mediterraneo e del Dialogo 2026 insieme alla città marocchina di Tétouan, si prepara a diventare il centro nevralgico dello stile e della creatività internazionale. Prende il via la 15^ Edizione del Premio...

“Donne e tecnologie emergenti”: le opinioni di Patrizia Minardi, direttrice della Fondazione Sassi e fondatrice del Soroptimist Club International di Matera e Antonella Corbacio, studentessa dell’Istituto del Design

Non demonizzare le tecnologie emergenti ma fare in modo che al centro ci siano sempre le persone: per quanto possano essere d’aiuto, è ormai noto che strumenti come l’A.I. non potranno mai raggiungere il livello di un essere umano ma avranno sempre un senso di...

L’ufficio tecnico del Comune di Matera, ha effettuato importanti rilievi su via Muro nei Sassi, prima della ricollocazione delle statue componenti la cosiddetta Fontana dell’amore. In base alla relazione tecnica, curata dall’ingegner Emanuele Lamacchia Acito, la reinstallazione delle statue così come fu fatta tre anni fa, sarebbe fuori norma e pericolosa per la pubblica incolumità. Quindi, l’Amministrazione comunale, su input del sindaco Domenico Bennardi e dell’assessore ai Sassi, Lucia Gaudiano, ha perfezionato e concluso l’originario iter autorizzativo, dando disposizioni per una reinstallazione in sicurezza delle statue. I manufatti in bronzo, furono installati a settembre 2020 nel luogo suggestivo di via Muro, cuore dei Sassi, per poi essere recentemente rimosse al solo fine di consentire le riprese cinematografiche di un film. Si tratta di 5 statue a grandezza naturale del peso di circa 100 chilogrammi l’una: una donna con anfora che attinge acqua dal fontanino, un uomo in piedi che porge un fiore, un’altra donna che sorregge un’anfora, un uomo appoggiato di schiena al muro, su cui è seduto un terzo uomo. Dai rilievi effettuati, emerge innanzitutto che le statue erano debolmente ancorate al terreno sottostante, perché sono stati utilizzati solo due punti d’appoggio, o addirittura un unico sostegno (la donna con l’anfora). Questo rendeva le installazioni precarie e pericolose, tanto più perché le barre in acciaio sono filettate e ancorate con deboli saldature al manufatto, a sua volta fissato sul massetto (subito sotto le chiancarelle) “con resistenza meccanica prossima allo zero”, scrive Lamacchia Acito, essendo materiale arido (sabbione), debolmente cementato per statue soggette a diverse sollecitazioni meccaniche. Quindi, si provvederà ad adottare tutte le soluzioni tecniche necessarie, per garantire la ricollocazione delle statue in piena sicurezza, ancorandole con supporti più solidi su basamenti realizzati in materiali idonei a sostenerne peso e sollecitazioni meccaniche.

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