Nella suggestiva cornice di Piazza Vittorio Veneto, sulla Cassa Armonica illuminata a festa, la musica ha unito generazioni e comunità. Il 29 giugno, nell'ambito dei solenni festeggiamenti in onore di Maria Santissima della Bruna, protettrice della città, gli studenti...


Non demonizzare le tecnologie emergenti ma fare in modo che al centro ci siano sempre le persone: per quanto possano essere d’aiuto, è ormai noto che strumenti come l’A.I. non potranno mai raggiungere il livello di un essere umano ma avranno sempre un senso di superficialità e indeterminatezza.
Ieri a Matera, per “Storia di Donne”, la rassegna promossa dall’Associazione Maria SS. della Bruna, per parlare di “Donne e tecnologie emergenti”, sono intervenute Patrizia Minardi, direttrice della Fondazione Sassi, fondatrice del Soroptimist Club International di Matera e componente del Comitato Pari Opportunità del Soroptimist Club International d’Italia per il biennio 2026-2027 e Antonella Corbacio, studentessa dell’Istituto del Design.
È emerso che anche l’intelligenza artificiale può essere un fattore di discriminazione di genere: secondo il Global Gender Gap Index 2025, ai ritmi attuali, occorreranno 123 anni per raggiungere la parità dei generi a livello globale. In un simile contesto, i sistemi di Intelligenza artificiale rischiano di allontanare ancor più il raggiungimento di questo traguardo perché, pur sembrandolo, non sono affatto neutrali: si fondano su dati e scelte progettuali che possono riflettere – o amplificare – le disuguaglianze esistenti, a partire da quelle di genere.
“Storia di Donne” è un format ideato da Matteo Marchitelli del Comitato esecutivo dell’Associazione Maria SS. della Bruna e condotto dalla giornalista Rossella Montemurro.

