domenica, 6 Settembre 2026

Ciclismo, la sfida iridata della Nazionale parte da Matera

Matera diventa il punto di partenza della grande sfida iridata della Nazionale di ciclismo su strada. Ieri, nella cornice di Casa Cava è stata presentata la spedizione azzurra che dal 20 al 27 settembre sarà impegnata ai Campionati del Mondo di Montreal. Un...

Bardi: “La Presidente Meloni ci trasmette forza e vicinanza”

“Un grazie sincero alla Presidente Giorgia Meloni per aver voluto toccare con mano la ferita del nostro territorio. La sua presenza oggi a Policoro è la dimostrazione di un governo che non si limita alle promesse, ma risponde presente nei momenti di emergenza con...

Siamo persone pesanti, puntigliose, fastidiose, anche. Non ci spaventa fare ore di anticamera dal politico di turno – con l’auspicio non di strappare una promessa ma una certezza. Non ci interessa essere etichettate come “assillanti”, non ci importano gli occhi al cielo colmi di insofferenza o i falsi sorrisi di chi ci incontra per l’ennesima volta.

Ormai abbiamo imparato che le strette di mano, le frasi di circostanza, quel “prendere a cuore” della classe dirigente sono sempre e solo pie illusioni. Per loro, i diritti dei nostri figli disabili sono uno dei tanti cavalli di battaglia del programma elettorale. In quelle settimane sono persuasivi, convincenti, hanno obiettivi chiari e ambiziosi che, sulla carta, ci aprono spiragli e regalano ottimismo. Ci accolgono, ci ascoltano, addirittura sono loro che vengono a cercarci.

Finora è rimasto tutto sulla carta, sui manifesti elettorali. Nessuno è mai andato oltre. Vinte le elezioni la questione “disabilità” è diventata un ricordo sbiadito, ha perso quell’appeal che aveva avuto per giorni e giorni. Per noi genitori, invece, è qualcosa che ci assorbe senza soluzione di continuità. È una routine che sempre più spesso diventa emergenza e l’emergenza, quando si è soli, logora. È una situazione stagnante.

Non siamo coinvolti nei tavoli istituzionali, siamo scomodi e quindi destinati a essere ignorati. Manca il confronto – manca la volontà di capire, di comprendere o, semplicemente, di ascoltare – e ci sono momenti in cui è umiliante, a dir poco, andare quasi a elemosinare i diritti dei nostri ragazzi. Sia chiaro, però, che da parte nostra non c’è alcune intenzione di mollare: i diritti dei nostri figli sono un valore inestimabile, non uno slogan a effetto da utilizzare secondo una strategia mirata.

Pubblicità
Pubblicità
Copy link