giovedì, 2 Aprile 2026

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Dosolina Rapacchietta, autrice di pubblicazioni varie in ambito sanitario e con una formazione in Psicologia Clinica, torna in libreria con “L’Uomo dell’Organetto” per la casa editrice Carabba, un romanzo biografico di profonda risonanza psicologica, che traccia l’evoluzione esistenziale e artistica del Maestro Rapacchietta Fanciullo sullo sfondo storico e culturale dell’Italia dal 1915 a oggi.

L’opera, nata da una lunga ricerca basata su testimonianze dirette e accesso ad archivi, esplora infatti la neuroplasticità indotta dalla musica, svelando come l’esperienza sonora e l’atto esecutivo rimodellino i circuiti neurali per attivare processi di regolazione emotiva.

In un legame indissolubile tra memoriaidentità della musica folcloristica e paesaggio abruzzese, l’aspetto musicale non è quindi mero sfondo, bensì il motore psicologico del protagonista: l’organetto diventa il suo rifugio catartico e un antidoto melodico contro le atrocità del regime nazifascista. L’adesione alla Resistenza e la successiva prigionia non costituiscono altro che una fase di forzata introspezione da cui è scaturita la sua resilienza, successivamente cristallizzata nella sua musica indelebile e culminata nella carriera di “Seminatore D’Oro” di talenti e di musiche e divulgatore della musica abruzzese con organetto oltreoceano.

L’arte agisce così quale vettore capace di trasmutare i periodi bui in periodi di luce e l’armonia può lenire i traumi più profondi e riprogrammare il destino.

Spesso mi chiedono perché ho scritto questo libro – ha dichiarato l’autrice. Perché oggi abbiamo bisogno di storie vere. In un’epoca digitale la vita del Maestro ci riporta alle nostre radici. Il protagonista di questo libro non incarna solo il passato, ma rappresenta la base sicura (secondo la teoria dell’attaccamento) della nostra comunità. Riscoprire le nostre radici attraverso la figura del Maestro significa recuperare quei codici di resilienza e coesione sociale che il mondo digitale tende a ‘smaterializzare’. Senza la memoria del chi siamo stati, il Sé individuale e collettivo rimane orfano di fondamenta.

Il digitale ci offre connessioni, ma spesso ci priva del ‘contatto’. L’organetto è uno strumento materico: richiede corpo, respiro, fatica e presenza. Riportare l’attenzione su questa figura oggi significa compiere un atto di Mindfulness storica. Ci aiuta a capire che la nostra identità attuale è il risultato di una stratificazione di fatiche, armonie e silenzi che non possono essere sostituiti da un algoritmo.

Non c’è, del resto, innovazione senza eredità. Capire i processi cognitivi e creativi di chi ci ha preceduto, quel ‘cervello creativo’ che ha saputo superare traumi bellici e povertà, ci fornisce gli strumenti psicologici per affrontare le sfide di domani. Il Maestro Fanciullo Rapacchietta ci insegna che l’armonia è possibile anche nel caos: una lezione fondamentale per le nuove generazioni che devono imparare a integrare la tecnologia con l’umanità più profonda.

Ho scritto questo libro, insomma, perché credo fermamente che, per non essere ‘algoritmi viventi’, dobbiamo tornare a essere uomini e donne di radice. Solo chi sa da dove viene possiede la forza interiore per decidere dove andare. Inoltre la sua storia può essere la storia di ognuno di noi, che ha dovuto ricominciare da zero quando tutto sembrava perduto”.

’L’Uomo dell’Organetto’ è un’indagine sofisticata sul potere catartico dell’arte folcloristica e sull’indistruttibile forza dell’amore e della resilienza individuale di fronte al trauma storico – ha spiegato la casa editrice. Non è soltanto la biografia del Maestro Fanciullo Rapacchietta, ma un viaggio analitico nel cuore della tradizione diatonica abruzzese. Il testo ripercorre la vita di un uomo che ha trasformato il mantice in un prolungamento dell’anima, documentando con rigore storiografico l’evoluzione di uno strumento che ha segnato l’identità di un intero territorio.

L’opera segue il Maestro nel suo straordinario percorso oltreoceano, in un’epoca di profonda transizione culturale: mentre il panorama musicale mondiale virava verso le sonorità rivoluzionarie del Rock, del Pop e dei primi sintetizzatori Moog, l’artista incantava l’America con il suo talento purissimo. Con il suo organettoFanciullo Rapacchietta seppe ammaliare icone del calibro di Frank Sinatra, lasciando il pubblico statunitense affascinato dalla capacità di uno strumento così minuto di generare architetture melodiche di sbalorditiva complessità.

Attraverso una narrazione che intreccia memoria personale e ricerca d’archivio, l’opera restituisce dignità accademica a una forma d’arte spesso relegata al solo folklore, elevandola a pilastro della cultura musicale internazionale e aprendo uno scenario inedito anche per i non addetti ai lavori, rivelandosi il frutto di una ricerca meticolosa e appassionata.

Il lettore viene condotto attraverso un racconto di vita vibrante che, come ogni parabola umana, non teme di esplorare luci e ombre, rendendo la narrazione profondamente autentica ed emozionante”.

Un invito, pagina dopo pagina, a ritornare alle radici come bussola per orientarsi nel presente e a lasciarsi trasportare dal talento di un virtuoso compositore e didatta la cui storia dimostra come la musica possa farsi faro di resilienza.

È proprio questo il potere delle storie: una narrazione intensa che dona al lettore un orizzonte di speranzaNon si può cambiare il passato, ma si può permettere alla musica di illuminarlo.

Dettagli

Autrice: Dosolina Rapacchietta 

Editore: Carabba 

Collana: Universale Carabba 

Anno edizione: aprile 2026 

Pagine: 224 p., Brossura

EAN: 9788863448733

Profilo dell’autrice

Dosolina Rapacchietta, laureata in Scienze Infermieristiche, Psicologia ad indirizzo clinico, abilitata all’esercizio della professione di Psicologo. Master I livello in “Management per le funzioni di coordinamento delle professioni sanitarie”, Master I livello in “Direzione del personale e Sviluppo Risorse Umane”, Qualifica CED/EDP. È stata Coordinatore Infermiere ICI UOC Chirurgia generale, Chirurgia Proctologica, Ortopedia, Endoscopia, Ambulatorio di Cura e Rieducazione Stomizzati e Incontinenti, ASL Teramo. Docenza “elementi di Psicologia” nel corso OSS. Autore di Pubblicazioni varie in ambito sanitario. Autore Article Brain Sciences: “Alexithymia, burnout and hopelessness in a large sample of healthcare workers during the third wave of COVID-19” in Italy. Relatore di convegni in ambito sanitario, correlatore di tesi nelle lauree in Scienze infermieristiche. Coll.re Pediatria territoriale Teramo. 

Vincitrice 2023 premio letterario “Ester Pasqualoni” pubblicazione: Antologia “Il silenzio Uccide” (3° ed.) ASS. “Il Guscio”. Autore libro “Burnout nelle Professioni Sanitarie: strategie di prevenzione e benessere organizzativo”, Zanichelli, 2025.

La sua formazione in Psicologia Clinica ha fornito gli strumenti analitici per esplorare in modo credibile e profondo i temi della resilienza, del trauma, del cervello creativo e la dinamica psicologica dell’individuo di fronte al potere totalitario.

Studiosa e sensibile custode della memoria storica, coniuga la competenza nell’analisi dei processi psicologici con una profonda dedizione alla valorizzazione del territorio. La sua scrittura si caratterizza per un equilibrio tra rigore scientifico e trasporto emotivo, rendendo il volume fruibile sia agli esperti del settore musicale che al grande pubblico.

Attualmente impegnata in un tour di presentazioni che sta toccando i centri nevralgici della cultura diatonica, l’autrice riveste il ruolo di Madrina d’eccezione nelle principali rassegne dedicate all’organetto, facendosi portavoce di un messaggio di continuità tra generazioni.

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