lunedì, 6 Luglio 2026

Scomparsa del giornalista Renato Cantore, messaggi di cordoglio

L'Ordine dei Giornalisti della Basilicata esprime profondo cordoglio per la scomparsa di Renato Cantore, giornalista di straordinario valore umano e professionale, protagonista di una delle stagioni più significative della crescita del giornalismo lucano. Nato a...

“Cercare di avere un figlio ti fa sentire malata: ci sono i cicli di cure da fare, i parametri da controllare, la giornata scandita dagli orari dei farmaci: diventi prigioniera di un corpo che finisci per odiare perché non risponde ai comandi. Finisci per non riconoscerlo come tuo, nessuno vuole vivere in un cimitero di macerie.”

Una menopausa precoce e il desiderio, improvviso e fortissimo, di avere un figlio. Chiara Tagliaferri lo racconta con un coraggio enorme in Arkansas. Storia di mia figlia (Mondadori), un memoir intenso e toccante, la cronaca emozionale di un percorso a ostacoli tra pastoie burocratiche ed eventi imponderabili come il Covid, con un effetto domino nella vita di ciascuno di noi.

“A quarantadue proviamo la fecondazione eterologa. Non serve andare lontani, in Italia è legale da un paio di anni. I miei ovuli non sono buoni nemmeno per ospitare un girino, perciò mi affido a quelli di un’altra.

Una, due, tre volte.

Ogni volta è peggiore della precedente.”

È una bambina con i colori delle fiabe (occhi azzurri, capelli biondi), figlia di un suo amico e suo marito, nata in America con la gestazione per altri, a spingerla a cambiare rotta. D’accordo con suo marito, lo scrittore Nicola Lagioia, iniziano un viaggio lungo la “ferrovia sotterranea” della gestazione per altri: “(…) Non abbiamo ancora la minima idea di tutte le correnti che dovremo risalire nei successivi sei anni, del dolore e della rabbia con cui dovremo fare i conti.

Questo libro prova a raccontarli in un momento in cui – mentre sto scrivendo – il Senato italiano ha approvato definitivamente, in data 16 ottobre 2024, il DDL 824 che rende la gestazione per altri “reato universale”, punibile anche se praticata all’estero, in Paesi in cui è perfettamente legale. Significa che un cittadino italiano che intraprende un percorso di GPA fuori dai confini nazionali può essere perseguito secondo la legge italiana.

L’Italia ha quindi deciso che la nascita di un bambino tramite gestazione per altri è paragonata ai crimini di guerra, alla pedofilia, al genocidio, alla tratta di esseri umani.”

Quelli di Chiara e Nicola sono sette anni passati tra le montagne russe in cui la cieca speranza fa spesso spazio alla disillusione. Ci sono incognite e colpi di scena, l’individuazione di un’agenzia, la scelta della donatrice, lo spettro della pandemia, la ricerca di una gestante. Lo stile della Tagliaferri è graffiante e coinvolgente, pieno di rimandi letterari, dolorosamente autentico.

La meta finale per gli aspiranti genitori è l’Arkansas del titolo, nel Sud degli Stati Uniti, dove incontrano Daisy, la donna luminosa e fiera che renderà possibile la nascita di Lula, la loro bambina.

Oggi in Italia la Gpa è “reato universale”: quella legge è stata approvata otto mesi dopo l’arrivo di Lula.

Una curiosità: la prima a essere informata sulla decisione di Chiara di ricorrere alla Gpa è stata chi, “sulla generazione di volontà, ha creato la sua famiglia”, l’indimenticata Michela Murgia, intima amica della Tagliaferri che con lei ha firmato podcast e libri.

Chiara Tagliaferri è nata a Piacenza e oggi vive a Roma. Il suo romanzo Strega comanda colore è uscito nel 2022 per Mondadori. Con Michela Murgia, sempre per Mondadori, ha pubblicato i libri Morgana. Storie di ragazze che tua madre non approverebbe (2019), Morgana. L’uomo ricco sono io (2021) e Morgana. Il corpo della madre (2024), ispirati dall’omonimo podcast di culto della piattaforma Storielibere.fm. Per Storielibere.fm ha curato ed è autrice di diversi altri podcast come Les Diaboliques e Sailor, ideato con Maria Luisa Frisa. Dal 2021 conduce gli incontri di “Orizzonti Extra” alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, e dal 2025 la sezione “Doppio testo” del Bari International Film Festival.

Rossella Montemurro

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