Per il prossimo 14 febbraio 2026, i Musei Nazionali di Matera propongono un’esperienza di San Valentino fuori dagli schemi. Non la solita ricorrenza, ma un itinerario culturale ed enogastronomico dal titolo “Dalle dee del grano ai foggiali, dalla pasta alle...

“Spesso prendiamo sul serio solo ciò che accade nel nostro corpo, non quello che agita la nostra mente.”
Quanto è vera questa frase che rivela come, quando avvertiamo quel senso di disagio, dovremmo correre ai ripari. Proprio come ha fatto la protagonista e io narrante di Torno subito (forse). Una storia dentro e fuori la stanza di terapia (Salani) di Cruda, psicologa e sessuologa da 90mila follower su Instagram e su TikTok, un romanzo che davvero insegna a guadagnare spazio tra la ferita e la reazione.
La protagonista laureata in Economia, lavora in un’Azienda e, per curare i rapporti con i clienti, viaggia molto. Ha appena lasciato il fidanzato storico, Ludo, ed è andata a trovare la sua amica di sempre, Emma, a Fuerteventura. Avrebbero dovuto essere giorni di spensieratezza, in realtà scende dall’aereo accompagnata dai paramedici perché ha avuto un attacco di panico. E poi, sulla spiaggia, incontra Nico, un suo collega con il quale non ha mai legato: troppo superficiale sul lavoro, a differenza sua che è la perfezione fatta persona. Tutto, infatti, nella sua vita è perfetto: con Ludo, nonostante si siano lasciati, ha un’amicizia idilliaca; sul lavoro ha fatto una carriera invidiabile e la sua quotidianità è sempre gestita con lungimiranza: le riunioni, le trasferte, il pilates di prima mattina e la spesa il sabato.
Ma quell’ansia pazzesca non le dà tregua e diventa ingestibile. Soltanto quando si accorge che è anche invalidante e non le permette di continuare a vivere come una volta, si rivolge a una psicologa. E tutto, magicamente, cambia con la consapevolezza che “i nostri sentimenti sono strumenti che ci guidano, talvolta portando un messaggio. Sta a noi ascoltarli e capire cosa vogliono comunicarci”.
La psicologa, con dolcezza, e rispettando i suoi tempi, le apre gli occhi su quel mondo interiore che improvvisamente ha iniziato a ribellarsi ma che forse è da tanto che non accettava quella perfezione disumana.
“So che non c’è un metro per misurare la felicità, così come non c’è una ricetta precisa per assicurarcela: possiamo laurearci con il massimo dei voti, comprare casa, guadagnare un ottimo stipendio e ancora non sentirci felici, eppure ho una vita che in molti definirebbero ‘perfetta’, e non posso ignorarlo. Che diritto ho di soffrire?
‘Pensa a chi sta peggio’, mi diceva sempre mia madre. È una delle sue frasi preferite. Pensa a tuo fratello, che fa così fatica a trovare il suo posto nel mondo, perennemente in cerca di qualcosa che neppure lui saprebbe definire. E poi, immancabile, aggiunge anche un ‘pensa a noi, tuo padre e tua madre, a tutte le preoccupazioni che abbiamo’. Ci sto pensando, vorrei urlare e invece sospiro, sconfitta”.
Su consiglio della psicologa, inizia a stilare un taccuino dell’ansia, ad accettare le proprie vulnerabilità, e forse anche a ricordare momenti della sua infanzia che aveva voluto cancellare. Nico, intanto, è indecifrabile ma sempre molto vicino a lei…
“Non puoi convincerti a non provare certe emozioni con un discorso razionale, non è così che funziona. I pensieri si pensano, le emozioni si sentono”.
Leggere Torno subito (forse) permette quasi di fare terapia insieme all’io narrante: più che un romanzo, sembra infatti un vero e proprio saggio scritto con uno stile semplice e diretto, quello che caratterizza l’Autrice. Sui social, prendendo l’amore come base di partenza, racconta le dinamiche, i nodi e le ferite delle nostre storie, attraverso video, schemetti e letterine, cercando di rendere i concetti accessibili a tutti e tutte, senza sacrificarne la complessità. Con uno sguardo insieme scientifico e umano, trasforma ogni spazio in un megafono, perché la conoscenza, quando diventa cultura condivisa, può cambiare le relazioni di tutti e tutte. Una storia alla volta.
Psicologa Cruda si occupa di relazioni umane. Dopo aver collaborato con università italiane e statunitensi, si dedica alla formazione, alla clinica e alla divulgazione.
Rossella Montemurro

