È stato assegnato al prof. Vincenzo Simeone, membro esperto di Geologia Applicata del Comitato Speciale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, il premio AIGA “Vincenzo Cotecchia”, edizione 2025, promosso dall'Associazione Italiana di Geologia Applicata e...

Ci sono scrittori che catturano fin dalla prima pagina e non colpi di scena, descrizioni a effetto o situazioni limite. Hanno, semplicemente, uno stile impeccabile. E sono in grado di creare personaggi “in carne e ossa”. Accade, ancora una volta, con Piergiorgio Pulixi e Stella di mare (Rizzoli). Lui, da sempre, ci ha abituati a protagonisti tridimensionali: su tutti, le ispettrici Mara Rais ed Eva Croce – donne toste con caratteri agi antipodi, un affiatamento forte che le rende una coppia che difficilmente sbaglia sul lavoro e il vicequestore Vito Strega, eccellente criminologo in lotta con i fantasmi del passato e un’attrazione pericolosa per il Male.
La Sardegna più arcaica, contraddistinta da espressioni dialettali stette e non sempre comprensibili, è lo sfondo di un femminicidio sulle prime inspiegabile. Stella Coga, 17 anni, viene ritrovata cadavere, su una spiaggia, con il volto completamente sfigurato. È stata accoltellata senza pietà, della sua bellezza non rimane nulla a parte un corpo statuario.
La ragazza fa parte di una famiglia difficile del quartiere Sant’Elia, a Cagliari: la mamma, che l’ha avuta giovanissima, l’ha affidata alla nonna e il padre, accusato di abusi proprio nei suoi confronti, vive in una roulotte senza più avere contatti né con lei né con i fratelli – un bimbo autistico e un ragazzo in carcere. È in questo contesto disfunzionale e altamente problematico che Rais, Croce, Strega e la new entry Pontecorvo si buttano a capofitto per assicurare alla giustizia chi ha spezzato la vita di Stella. Per loro – e, di rimando, per il lettore – è una sorta di viaggio all’inferno, tra situazioni al limite e rese di conti tra clan. Stella era pronta a lasciarsi alle spalle i palazzoni di Sant’Elia, ma il destino, o meglio, un assassino, ha scritto diversamente il suo futuro. È un’indagine difficile in cui si moltiplicano i sospettati e le piste: il vicequestore Vito Strega, insieme alla sua squadra di ispettrici, dovrà districarsi nei segreti di un quartiere impenetrabile per la polizia e in quel passato che prepotente torna a bussare alla sua porta, non lasciandogli scampo.
Stella di mare è denso di introspezione, i brevi capitoli si intrecciano senza soluzione di continuità lasciando sospese le vicende, passato e presente aggiungono tasselli a ciò che è accaduto a Stella e alle situazioni personali dei vari personaggi.
Vincitore del premio Scerbanenco 2019, Pulixi è nato a Cagliari nel 1982. Vive e lavora a Milano. Insegna tecniche di narrazione e scrive per le pagine culturali de “La Nuova Sardegna”. È tra i finalisti del Grand Prix de Littérature Policière 2021, uno dei più importanti premi per la letteratura poliziesca a livello mondiale. Ha pubblicato Perdas de Fogu (Edizioni E/O 2008), L’albero dei Microchip (Edizioni Ambiente 2009), Donne a perdere (Edizioni E/O 2010) e la serie poliziesca iniziata con Una brutta storia (Edizioni E/O 2012), La notte delle pantere (Edizioni E/O 2014) e Per mia colpa (Giallo Mondadori). Per Rizzoli ha pubblicato Lo stupore della notte, L’isola delle anime, Un colpo al cuore e La settima luna.
Rossella Montemurro

