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Un romanzo che contiene tante storie, il fil rouge del mondo – soprattutto quello “interno” – degli adolescenti così in contrasto con quello degli adulti, i non detti e i segreti che appartengono a entrambi. Skippy muore (Einaudi, traduzione di Beniamino R. Ambrosi) è anche un romanzo pieno di contraddizioni, a partire dallo stile che stride con la narrazione, rimanendo comunque perfetto: si può usare un tono leggero, esilarante a tratti, per parlare di qualcosa di per sé tragico, la morte dell’adolescente Skippy? Se si è Paul Murray – che con Il giorno dell’ape, Einaudi 2025, ha vinto il Premio Strega europeo ed è stato tradotto ovunque nel mondo – ci si può concedere tutto, ottenendo risultati notevoli.
Skippy muore, uno dei primi libri di Murray, inizia dalla morte di Skippy: un venerdí di novembre, in un’Ed’s Doughnut House mezza piena, Skippy si accascia sul pavimento durante una gara a chi mangia piú ciambelle. Skippy ha un malore, ma nessuno ci fa caso. In quel momento, Ruprecht, suo compagno di stanza e genio della scuola, sente già di avere la vittoria in tasca: con il sedicesimo trionfo consecutivo è a un passo dal record assoluto di Guido “Ghiandola” LaManche, Seabroook College, classe 1993.
Skippy è ormai da un minuto sotto il tavolo e men che meno i compagni del college, che lo bullizzano, gli prestano attenzione.
Dopo le pagine del prologo, il romanzo si snoda a ritroso lungo capitoli (Hopeland, Ghostland e Afterland) che restituiscono un ritratto impietoso di Skippy, dei suoi amici e degli adulti, tra genitori e professori, che li circondano. Prima del tragico epilogo, Skippy passava le sue giornate con la Nintendo mentre Ruprecht, eternamente sovrappeso e negato per qualunque cosa che non abbia a che fare con la matematica, sogna di comunicare con gli extraterrestri. Il caleidoscopio di apparenze, amanti, tradimenti e disillusioni che fagocita chi dei ragazzi dovrebbe occuparsi, confonde e distrae, lasciandoli a loro stessi.
I personaggi sono tantissimi, come le storie, gli aneddoti, le vicende. Eppure, tenuto per mano da Murray, il lettore non si perde mai, anzi va avanti con curiosità ed entusiasmo nella oltre 700 pagine – un vero e proprio page-turner nel quale l’adolescenza diventa un’epopea vertiginosa e malinconica.
Per il New York Times Book Review è “un libro che, con grande maestria, mette insieme argomenti disparati come la fisica quantistica, i videogiochi, il misticismo, il folklore irlandese e la pornografia. Un romanzo a cui non manca nulla”.
Murray è nato a Dublino nel 1975. I suoi primi tre libri, tra cui Skippy muore (Isbn 2010, Einaudi 2026), sono stati un successo di critica e pubblico.
Rossella Montemurro

