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La Galleria Alessandro Albanese, con la consulenza scientifica dell’Archivio Pietro Consagra e in collaborazione con la cooperativa Oltre l’Arte, inaugura la mostra “Pietro Consagra. Sette sculture”, a cura di Giorgio Verzotti e patrocinata dal Comune di Matera, Fondazione Zetema e Museo Musma.
L’inaugurazione si terrà mercoledì 22 luglio 2026, dalle ore 17:00 alle 21:00, presso la Chiesa del Purgatorio di Matera.
La Chiesa del Purgatorio di Matera, ormai conosciuta in città come luogo espositivo dedicato all’arte contemporanea oltre che come edificio sacro, ospita questa estate una mostra di Pietro Consagra.
Riconosciuto, in Italia e fuori, come uno dei protagonisti nell’ambito della scultura contemporanea, Consagra aveva già lasciato importanti tracce nella città: una grande rassegna di sculture all’aperto nel 1978 che ha fatto molto parlare di sé e alcune opere conservate nel Museo MUSMA.
Questa volta la sua presenza è più contenuta, solo sette sculture che però mantengono tutti i caratteri salienti del linguaggio singolare dell’artista: la scelta della bi-dimensionalità dell’opera scultorea, la rinuncia alla tridimensionalità, al tutto tondo della scultura tradizionale. Consagra infatti fin dai suoi esordi ha rinnovato e anzi rivoluzionato il linguaggio della scultura tradizionale prima scegliendo l’astrazione e poi riducendo lo sviluppo volumetrico dell’opera scolpita appunto alla frontalità.
Le sette sculture esposte, realizzate fra la metà degli anni ottanta e la metà dei novanta, sono in bronzo tranne una in legno dipinto, ad attestare l’intenso lavoro di sperimentazione, operante con i materiali più diversi. Esse fanno parte dei cicli tematici intitolati Bifrontali, Prominenze e Interferenze, secondo le denominazioni scelte da Consagra.
dal testo di Giorgio Verzotti, Pietro Consagra. Sette sculture
Biografia
Pietro Consagra (1920–2005) ha toccato, come pochi altri artisti del secolo scorso, tutti gli aspetti della creazione artistica. Dopo aver frequentato l’Accademia di Belle Arti di Palermo, nel 1944 si stabilisce a Roma. Nel 1946 si reca a Parigi e nel 1947 è tra i fondatori del gruppo Forma, il primo gruppo di astrattisti del dopoguerra in Italia. Due anni dopo, espone alla Fondazione Peggy Guggenheim di Venezia che acquista una sua opera. In questi anni abbraccia la visione frontale e sincronica della scultura, instaurando una filosofia della superficie, costruita con piani sottili accostati o sovrapposti. I bronzi presentati alla Biennale di Venezia nel 1954, 1956 e 1960 s’intitolano infatti Colloqui e lo fanno conoscere nel panorama internazionale. Nel 1962 espone al Solomon Guggenheim di New York, nel 1959 e 1964 partecipa a Documenta a Kassel. Dal 1964 al 1967 contrappone alla Pop Art sculture in ferro dipinte di rosa, lilla, carminio, viola, bianco e nero esposte nel 1965 alla IX Quadriennale d’Arte di Roma e, nel 1967, al Museum Boijmans Van Beuningen di Rotterdam, alla Marlborough Gerson Gallery e al Solomon Guggenheim Museum di New York. Nel 1968 crea la “Città Frontale” costituita da edifici che sono opere d’arte e poco dopo intensifica l’uso del marmo. Nel 1964 la sua scultura diviene bifrontale, presentando due opposti punti di vista. In occasione di due mostre del 1978, nelle città di Charleston e di Matera, i suoi Ferri dipinti acquistano un valore ambientale entrando in dialogo con il paesaggio. Dopo il premio per la scultura ricevuto alla Biennale di Venezia del 1960 vi espone ancora nel 1964, 1972, 1982 e nel 1993. A Gibellina realizza la “Stella” in acciaio di 28 metri, gli edifici “Meeting” e il “Teatro”. Nel 1989 la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma gli dedica una retrospettiva a cui segue, nel 1991, la personale al Museo Ermitage di San Pietroburgo e nel 1996 al Palazzo di Brera a Milano dove installa una grande “Porta”. Colloca “Giano” a Roma, a Largo S. Susanna nel 1997 e “Doppia Bifrontale” a Strasburgo, davanti al Parlamento Europeo, nel 2003.
In copertina: Pietro Consagra “Prominenza” 1995 (Bronzo 49,5 x 39 x 9 cm; Base: 7 x 33,8 x 14,6 cm; Overall: 56,5 x 39 x 14,6 cm). La scultura è stata realizzata in 2 pezzi unici e 1 P. A.). Credits galleria Alessandro Albanese

