Un'Associazione per non dimenticare Giovanna. Giovanna Soldo era una giovane mamma morta il 3 agosto 2024 a Craco durante una gita in quad. Era una 45enne solare, sempre disponibile con tutti e con un grande cuore, tanto che quando scoppiò la guerra in Ucraina decise...
“Non mi permetto di dare consigli. Proprio sui social, un giorno, un padre scrisse a commento, violento, di un mio post: “Cos’ha da insegnare questa mamma, la figlia l’ha persa”.
Non ho la pretesa di insegnare nulla, mi pongo con grande umiltà però mi pongo con quell’umiltà di una madre che non ha più la figlia, e che ha con sé mille sensi di colpa. Sicuramente questi ragazzi sono molto fragili ma sicuramente qualcosa la sbagliamo anche noi. Mi metto in ascolto ogni giorno e capisco quanto vadano invece supportati, ascoltati, aiutati; quanto la vita quotidiana ci allontani da loro e quanto il mondo digitale allontani loro da noi. È lì che dobbiamo fare un grandissimo sforzo, lo stesso che provo a fare anche con le istituzioni, per metterci in ascolto ed essere d’aiuto”.
Sono le parole di Mirna Mastronardi, a Matera per la presentazione del suo libro “Sarò la tua voce. La storia di Dea e il dolore di una generazione” (Mondadori). Sua figlia Dea, il 4 ottobre 2024, appena quindicenne, si tolse la vita lasciando sgomenta la comunità di Tinchi di Pisticci e l’intera Basilicata. Dopo questa tragica perdita, Mirna ha fondato l’associazione “Dea per sempre”, per provare a tendere una mano agli adolescenti e alle loro famiglie e per sensibilizzare le istituzioni e l’opinione pubblica sui temi del disagio giovanile e della prevenzione del suicidio.
Ieri, nel Salone degli Stemmi del Palazzo Arcivescovile di Matera, nell’incontro introdotto dal dott. Erasmo Bitetti, direttore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali della diocesi, sono intervenuti insieme all’Autrice Carmela Romano, teologa e scrittrice e mons. Benoni Ambarus, Arcivescovo di Matera-Irsina e Vescovo di Tricarico.
In Sarò la tua voce Mirna ricostruisce con lucidità e coraggio il rapporto con la figlia, intrecciando memoria, dolore e ricerca di senso. Attraverso una narrazione intensa e intima, emergono non solo l’amore tra madre e figlia, ma anche le ombre di una generazione esposta a solitudine, insicurezze e pericoli spesso invisibili.
I social, il pericolo subdolo e sottovalutato della rete, dei contenuti online che alimentano l’autolesionismo, amplificando le vulnerabilità dei più giovani sono, per Mirna, un’altra delle cause del disagio adolescenziale che sicuramente ha contribuito al malessere della figlia.
“Siamo in un mondo tecnologico nel quale i ragazzi devono sapersi muovere e devono saper utilizzare questi strumenti. Il problema è che la tecnologia corre molto più veloce di noi, è un mondo che non conosciamo. La scuola stessa non è in grado di immaginare tutto quello che accade lì dentro e allora forse dobbiamo fare uno sforzo, con le istituzioni in primis, per arrivare a una formazione, all’utilizzo consapevole: nel momento cui cadono i divieti, i ragazzi vengono risucchiati in un mondo che non conosciamo e che purtroppo talvolta, come nel caso di Dea, ce li porta via”.
Mirna Mastronardi è nata e cresciuta in provincia di Matera. Giornalista pubblicista fino al 2022, prima della nascita di Dea ha lavorato per «il Quotidiano della Basilicata» e il Tg di BluTv.
Dopo aver ricevuto una diagnosi di tumore, ha promosso la creazione dell’associazione “Agata – Volontari contro il cancro” e, per il suo impegno, nella primavera del 2023 è stata nominata cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana dal presidente Sergio Mattarella.
Foto Sandro Quarto
Rossella Montemurro

