“In un mondo che corre sempre più veloce Paranoia vuole essere uno “spazio” dove rallentare e godersi con i propri amici e con leggerezza la dolcezza della vita, dei momenti di vita lenta, di appartenenza al nostro territorio”: non poteva esserci definizione migliore,...
Oggi, 25 giugno, ricorre il trentesimo anniversario della dolorosa e tragica scomparsa di Luigi Guerricchio, una delle personalità più autorevoli e rappresentative della cultura artistica lucana del Novecento.
A trent’anni da quel drammatico evento, l’Archivio Luigi Guerricchio intende ricordare non soltanto il pittore, ma anche l’uomo che, attraverso la sua opera, ha contribuito in maniera decisiva alla costruzione dell’identità culturale contemporanea di Matera e della Basilicata.
Artista di straordinaria sensibilità e originalità espressiva, Guerricchio ha saputo interpretare come pochi altri il paesaggio umano e sociale del Mezzogiorno, restituendo sulla tela la complessità di una terra antica, sospesa tra memoria e modernità. I suoi dipinti, caratterizzati da una forte tensione narrativa e da una personalissima ricerca cromatica, costituiscono oggi una delle testimonianze più significative dell’arte italiana della seconda metà del Novecento.
Per Matera, Guerricchio ha rappresentato molto più di un semplice artista. È stato un interprete profondo della città, dei suoi abitanti, delle sue trasformazioni e della sua anima più autentica. La sua opera ha accompagnato il riscatto culturale della “Città dei Sassi”, contribuendo a farne conoscere l’immagine ben oltre i confini regionali.
La sera del 25 giugno 1996 Matera fu improvvisamente colpita da una notizia che lasciò sgomenti amici, estimatori e cittadini. Proprio nel giorno della presentazione materana de Il Mercante della Murgia, il grande ciclo di quaranta pastelli al quale Luigi Guerricchio aveva dedicato un intero anno di lavoro, si verificò il drammatico evento che ne causò l’improvvisa scomparsa.
La mostra era stata allestita nell’androne di Palazzo De Miccolis, mentre la presentazione ufficiale si svolse nel vicino Caffè Hemingway, situato a pochi metri dalla sede espositiva e proprio al di sotto dell’abitazione dell’artista. Fu lì che amici, estimatori e cittadini si ritrovarono per celebrare quella che sarebbe stata l’ultima grande impresa creativa del Maestro.
Il Mercante della Murgia può essere considerato il vero e proprio testamento artistico di Guerricchio: un ciclo organico di quaranta pastelli, frutto di un intero anno di lavoro, dedicato alla Murgia, tema che più di ogni altro aveva accompagnato la sua ricerca artistica e umana.
La coincidenza tra la presentazione di questo straordinario ciclo e la scomparsa dell’artista ha conferito all’evento un valore simbolico ancora più profondo, fissandolo per sempre nella memoria culturale della città come uno dei momenti più intensi e commoventi della storia recente di Matera.
Nel ricordare Luigi Guerricchio, l’Archivio rinnova l’impegno a promuoverne la conoscenza e la valorizzazione presso le nuove generazioni, nella convinzione che la sua lezione artistica e umana continui a rappresentare un patrimonio prezioso per Matera, per la Basilicata e per l’intera cultura italiana.
Nel trentesimo anniversario della sua scomparsa, l’Archivio Luigi Guerricchio invita le istituzioni, il mondo della cultura, gli organi di informazione e tutti coloro che lo hanno conosciuto e amato a unirsi in un commosso ricordo del Maestro.
Foto in copertina G. Maino

