La salute non è fatta soltanto di cure, ma anche di prevenzione, di corretti stili di vita e di piccole scelte quotidiane. Quando si parla di salute oggi non basta più curare una malattia: servono competenze, innovazione e soprattutto una presa in carico completa...

Si è tenuta sabato pomeriggio a Matera, nella cornice accogliente dello spazio “Crescendo” in via Ionio, la presentazione del libro Tra cielo e terra. Diario di un aborto, opera della psicologa e autrice Ilaria Imbrogno. Un incontro denso di commozione e significato, che ha radunato un pubblico attento intorno a un tema ancora troppo spesso circondato dal silenzio e dal tabù sociale: l’esperienza dell’aborto e l’elaborazione del lutto perinatale.
L’evento, introdotto dai consueti momenti di accoglienza e saluti, ha visto un confronto interdisciplinare teso a decostruire l’isolamento che frequentemente colpisce le donne e le coppie che affrontano questa dolorosa transizione. Al centro del dibattito, moderato con sensibilità dalla giornalista Mariagrazia Zaccagnino, vi è stata la necessità di restituire dignità e ascolto a una sofferenza profonda, troppo spesso sminuita o liquidata come un evento puramente clinico.
L’autrice, Ilaria Imbrogno, ha condiviso la genesi del suo testo, nato non solo dalla sua competenza professionale come psicologa, ma soprattutto da un’esigenza intima di elaborazione. Il volume si configura come un vero e proprio diario, un viaggio catartico attraverso le tappe di un dolore che unisce la terra — la concretezza del corpo, della perdita e della quotidianità spezzata — e il cielo, inteso come lo spazio della memoria, dell’assenza e dell’amore sospeso.
Ad intervenire anche Martina Montagano, ostetrica. La figura dell’ostetrica, come emerso durante il dibattito, rappresenta il primo baluardo di accoglienza e supporto per la donna in ospedale, un ruolo in cui la cura del corpo deve necessariamente sposarsi con il massimo rispetto della vulnerabilità emotiva della paziente.
Il ritmo della serata è stato scandito dalla lettura di alcuni dei passi più toccanti del libro, affidati alla voce interpretativa di Mirella Altavista. Le letture hanno permesso ai presenti di immergersi nella dimensione più autentica e poetica dell’opera, dando forma e parola a emozioni complesse quali, il vuoto e, infine, la faticosa ricerca di un nuovo equilibrio e uno spazio dedicato ai padri e al loro vissuto.
L’incontro si è concluso con un partecipato dialogo con il pubblico, a testimonianza di quanto la comunità avverta il bisogno di spazi fisici e relazionali in cui potersi confrontare liberamente su tematiche così cruciali per la salute riproduttiva e il benessere psicologico. Spazi come “Crescendo aps” si confermano così presidi fondamentali per la promozione di una cultura della cura che metta al centro la persona.


