venerdì, 3 Aprile 2026

Don Mario Antonio, il sacerdozio e il karate come missione

Ieri Don Mario Antonio, parroco di Montemurro, ha compiuto 56 anni e ha chiesto ai suoi fedeli che gli facevano gli auguri di pregare per lui, come lui fa per tutti ogni giorno. Frattanto prosegue nello svolgimento dei riti e delle funzioni della settimana Santa della...

Autismo: inclusione e azioni concrete

In occasione della Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo, oggi 2 aprile, la Regione Basilicata rinnova il proprio impegno a favore dell’inclusione, del sostegno alle famiglie e della piena tutela dei diritti delle persone con disturbo dello spettro...

Metapontino: l’assessore Latronico sui danni del maltempo

“Sto seguendo con forte preoccupazione quanto sta accadendo in queste ore nel Metapontino a seguito della grandinata che ha colpito in particolare i territori di Rotondella e Nova Siri – dichiara Cosimo Latronico, assessore alla Salute, Politiche per la Persona e Pnrr...

Il volume di Francesca Innocenzi, L’antro di Proteo (Edizioni Progetto Cultura), nasce come miscellanea di studi sul mondo antico proposti in occasione della terza edizione del Premio/Festival di poesia Paesaggio Interiore (2023), che comprende una sezione dedicata ai saggi brevi sulla letteratura greco-romana. L’opera consiste pertanto in una raccolta antologica di saggi brevi che spaziano dalla poesia alla storia, dalla filologia all’epigrafia, senza trascurare gli aspetti filosofico-religiosi e antropologici e le attualizzazioni e i riusi della classicità (da Dante a Leopardi).

Il titolo, L’antro di Proteo, si lega al mito dell’antico dio del mare, narrato nell’Odissea: Proteo conosceva ogni verità passata, presente e futura, ma concedeva oracoli solo se costretto; era necessario coglierlo di sorpresa mentre riposava negli antri delle grotte nelle calde ore del pomeriggio, e legarlo solidamente, resistendo ai suoi tentativi di fuga, nei quali assumeva le forme svariate: di leone, di serpente, di acqua, fuoco, pianta. Una volta riconosciuta l’impossibilità di liberarsi, Proteo acconsentiva a rivelare a chi lo interrogava la volontà degli dèi e del fato. Allo stesso modo, quest’opera si presenta multiforme e poliedrica; ma ogni sua parte costituisce uno spiraglio, una scintilla in grado di portare alla luce inesausti mondi, nel tempo e al di fuori del tempo. Le culture classiche possono svelare segreti profondi a chi sa dedicarvisi con pazienza, tenacia e mente aperta, disposizione a restare in ascolto. L’auspicio è che, nell’eterogeneità dei contributi, il lettore colga spunti, suggestioni, connessioni in grado di generare approfondimenti e aprire nuovi orizzonti e ponti con l’oggi.

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