I Carabinieri della Compagnia di Policoro, nel contesto dei controlli straordinari del territorio, finalizzati alla repressione del traffico di droga, hanno arrestato un ventiquattrenne incensurato del luogo, ritenuto responsabile di detenzione ai fini di spaccio di...
Martedì 3 marzo 2026 le Diocesi di Matera-Irsina e di Tricarico, guidate da S.E. Mons. Benoni Ambarus, hanno promosso un incontro online con Fra Francesco Ielpo OFM, Custode di Terra Santa, per manifestare vicinanza e solidarietà verso le popolazioni che vivono in quel territorio, conoscere le condizioni di vita attuali e comprendere quali siano le necessità più urgenti cui la comunità può rispondere con il proprio sostegno.
Fra Francesco Ielpo ha descritto una quotidianità segnata dall’emergenza e dalla precarietà, richiamando con forza la necessità di garantire alla popolazione beni essenziali come assistenza sanitaria, medicinali, cibo, acqua, ripari adeguati e condizioni minime di igiene. Ha sottolineato, inoltre, il dramma educativo di intere generazioni di bambini privati della scuola e di un percorso formativo stabile.
Al centro della sua testimonianza è risuonato un messaggio chiaro: il compito della Chiesa in Terra Santa, come ovunque, è “stare”. Restare accanto, non abbandonare, condividere la sofferenza e la speranza delle persone, anche quando non è possibile offrire soluzioni immediate. In questo senso, la presenza dei religiosi e delle comunità cristiane che scelgono di rimanere, nonostante il rischio, diventa segno di un amore che non fugge e di una vicinanza concreta.
Rispondendo ad una domanda sulle possibilità della pace, Fra Francesco ha notato che ognuno si fa un’idea propria della pace che non è appena la cessazione delle ostilità o il semplice “quieto vivere”.
Ha poi insistito su un punto decisivo: il cambiamento del cuore è la radice di ogni cammino di riconciliazione. Un cuore preservato dall’odio può generare altri cuori nuovi e, nel tempo, aprire strade capaci di incidere sulla storia: “il cuore che cambia, cambia la storia”.
Un altro passaggio significativo della sua testimonianza ha riguardato il valore della comunità: in un contesto dove il bisogno materiale è estremo, Fra Francesco ha ricordato che dentro la tempesta non basta sopravvivere, ma occorre sentirsi parte di una famiglia. La comunità è il luogo in cui la vita trova sostegno, ascolto e consolazione e, proprio per questo, diventa segno di speranza. La Chiesa, ha ribadito, non è innanzitutto un’idea o un’organizzazione, ma un popolo che si raduna e si sostiene.
In tale orizzonte ha risuonato con particolare intensità la certezza che la presenza di una comunità è per i credenti presenza di Cristo: dove i fedeli restano uniti e si fanno prossimi, lì si rende visibile una promessa che attraversa il dolore e apre alla speranza.
Un passaggio particolarmente incisivo ha riguardato il linguaggio e la custodia del cuore. Richiamando l’invito al disarmo, Fra Francesco ha ricordato “una pace disarmata, disarmante” e il necessario “disarmo delle parole”, fino a consegnare all’assemblea un’immagine forte, legata a San Francesco: nei suoi scritti, ha ricordato, non compare mai la parola nemico.
Da qui l’appello conclusivo, diretto e concreto, a vigilare sul cuore e sul modo di parlare: “non avere nel nostro vocabolario la parola nemico non è facile”, ma resta un primo passo decisivo per costruire relazioni autentiche e aprire cammini di pace.
L’incontro si è concluso con un appello: “la prima cosa che possiamo fare tutti, che costa sacrificio – ha sottolineato Fra Francesco – è quella di informarsi, di documentarsi”, perché la complessità di quanto accade non può essere ridotta a un titolo di giornale o a uno slogan, e non accontentarsi diventa un esercizio necessario di responsabilità e di amore. nella preghiera, nell’informazione attenta e nei gesti di solidarietà, custodendo un cuore capace di desiderare il bene di tutti, senza lasciarsi contagiare dall’odio e da linguaggi che dividono.
All’incontro sono intervenuti don Giuseppe Abbate, Direttore dell’Ufficio regionale per le Comunicazioni Sociali, Erasmo Bitetti, Direttore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali della Diocesi di Matera-Irsina, e suor Tiziana Sciò delle Suore Discepole di Gesù Eucaristico.

