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Usare la gentilezza per sconfiggere il bullismo e poi confidarsi, farlo con le persone più care – i familiari, gli insegnanti, un sacerdote. Sono questi i consigli che oggi, al cineteatro Guerrieri di Matera, il campione di nuoto e ragazzo autistico Marco d’Aniello ha dato agli studenti della scuola secondaria di I grado dell’Istituto Comprensivo “Bramante-Torraca” nell’ambito dell’evento “Sentirsi unici oltre le barriere”.
Dopo l’introduzione della vicepreside dell’Istituto, la professoressa Angela Commisso – intervenuta in rappresentanza della dirigente scolastica Magda Berloco – Marco ha portato la sua testimonianza rispondendo alle numerose domande che gli sono state rivolte, dimostrando come si possa andare oltre una “diversità”, trasformandola in forza e valore aggiunto. Nato a Taranto 27 anni fa, è diplomato, ha una fidanzata. Le sue giornate sono scandite dagli allenamenti, dalle trasferte per le gare, dalle uscite con gli amici, dall’hobby per la cucina. Ma il suo vissuto non è stato semplice: è stato vittima di bullismo e, insieme alla sua famiglia, si è più volte scontrato con una società non sempre disposta ad accettare i più fragili. Il nuoto ha rappresentato per Marco un vero e proprio riscatto: tesserato per il gruppo sportivo Mediterraneo Sport, a fine novembre ha conquistato due ori nei 200 e nei 1500 stile libero e un argento nei 400 stile libero nei “Campionati Italiani di nuoto in vasca corta FISDIR”. Non solo, è testimonial di un progetto sull’inclusione recentemente promosso dalla Questura della BAT e presto diventerà Ambasciatore Unicef.
“Non dobbiamo avere paura della diversità – ha sottolineato Cinzia Vozza, mamma di Marco – tutti noi siamo diversi a partire dal Dna: la diversità è una nostra caratteristica”.
Su di lui è stato scritto dalla giornalista Rossella Montemurro – che ha moderato l’incontro – Il mio tuffo nei sogni. Marco D’Aniello, una storia di sport e amicizia (Altrimedia Edizioni, prefazione di Mara Venier) che ha ottenuto in Campidoglio il prestigioso riconoscimento nella sezione “Letteratura” dell’evento “Roma premia la cultura sociale”.
Subito dopo la testimonianza di Marco, è stato proiettato il film La vita da grandi per la regia di Greta Scarano. La pellicola è ispirata al libro autobiografico Mia sorella mi rompe le balle. Una storia di autismo normale dei fratelli Damiano e Margherita Tercon.


