Una donna di ventiquattro anni è stata condannata in via definitiva e dovrà espiare la pena detentiva di quasi due anni di reclusione, per l’esattezza: un anno, undici mesi e dieci giorni, essendo stata ritenuta responsabile del reato di rapina aggravata in concorso....
In data odierna il Prefetto di Matera, Sante Copponi, ha adottato a norma dell’art. 88 del codice antimafia un provvedimento di comunicazione antimafia interdittiva, nei confronti di un’azienda avente sede in provincia di Matera, operante nel settore “Pulizia, disinfezione, derattizzazione e sanificazione”.
Nel corso dell’attività amministrativa è emerso che il responsabile tecnico dell’impresa suddetta è stato sottoposto alla misura di sicurezza della “sorveglianza speciale di pubblica sicurezza” con provvedimento giudiziario definitivo, per il quale non risulta intervenuta riabilitazione.
Pertanto, la presenza della predetta “Misura di Sicurezza”, determina l’automatica reazione da parte dello Stato che si estrinseca, appunto, nell’emissione di un provvedimento, la comunicazione interdittiva, obbligatorio e vincolato.
Il responsabile tecnico dell’impresa risulta, inoltre, gravato da condanna per aver fatto parte interno agli anni 90 di un’associazione per delinquere di stampo mafioso, operante in questa provincia e costituita allo scopo di commettere una serie indeterminata di delitti quali omicidi, estorsioni, attentati dinamitardi, traffico di armi e sostanze stupefacenti. La predetta organizzazione mafiosa è stata smantellata grazie ad attività investigativa condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Potenza.

