Saranno celebrati domani, 25 agosto, alle 9.30 nel Santuario di San Francesco di Paola a Matera i funerali di Angela Buccico, l’avvocata di Matera morta insieme al collega Carlo Arnulfo nell’incidente aereo avvenuto in Calabria. Angela Buccico è figlia di Emilio...

Il nuovo libro “Il Sud ha vinto” di Lino Patruno (Secop Edizioni), brillante giornalista e scrittore, noto soprattutto per essere stato direttore della Gazzetta del Mezzogiorno quotidiano del quale adesso è editorialista, è tutto improntato su un Meridione riletto in una prospettiva che ribalta il luogo comune di essere parte geografica arretrata dell’Italia mettendo, invece, in evidenza le peculiarità positive. Il testo è stato oggetto, lo scorso sabato, di un interessante e partecipato dibattito al VI appuntamento di Quasano legge – Festival Letterario della Murgia, tenuto appunto a Quasano (frazione di Toritto/Bari). Coordinati da Luca Loiacono dirigente di Fenimprese Bari, oltre all’autore, sono intervenuti Paolo Scicutella presidente di Fenimprese Bari nonché ideatore della rassegna, il quale ha confermato la volontà di realizzare un Festival sempre più ampio e capace di coniugare qualità, territorio e cultura; Marianna Scarangella, vicesindaco di Toritto e docente di Storia e Filosofia nei Licei, che ha fatto presente come il saggio di Patruno, ricco di dati e riflessioni, sia un modo di superare l’artefatta narrazione sull’arretratezza del Sud. A margine della presentazione abbiamo intervistato l’autore.
Lino Patruno, una sua nuova opera sulle problematiche del nostro Mezzogiorno, come mai questo titolo “Il Sud ha vinto”?
Avevo ancora una volta l’esigenza di parlare in maniera diversa del nostro Sud e il modo sbagliato in cui è stato ed è rappresentato. Il mio intento è cancellare gli stereotipi sul Mezzogiorno che non sono innocenti parole ma il primo passo verso le politiche ostili al Sud. Parlandone male si arriva alla conclusione che non c’è più nulla da fare e tanto vale non fare niente per il Sud.
Perché e in quali settore vince il Sud?
Vince perché se fosse stato come avevano progettato, un modello di colonia economica, il Sud avrebbe dovuto essere solo una terra di emigrazione e assistita dal resto del Paese. E’ il contrario. C’è l’emigrazione da tutt’Italia, tenuto conto che ogni anno 40mila ragazzi vanno via dal Nord. Invece il Sud ha primati ed eccellenze imprevedibili in campo industriale, nell’agricoltura e anche nelle nuove tecnologie se pensiamo che Bari attualmente è la quinta città più tecnologica d’Italia e che la Murgia, da sempre stata considerata un bel posto dove andare a prendere aria pura, è una delle zone più avanzate del Paese con tante aziende importanti.
Cosa suggerirebbe a un giovane per farlo rimanere nel Mezzogiorno?
Gli direi di seguire l’esempio di tanti altri giovani che cominciano a tornare. La stessa ISTAT ha certificato che il flusso dei nostri giovani verso il Nord sta diminuendo. Nel libro tra l’altro si parla di 200 storie di ragazzi tornati al Sud, ma ce ne sono molte di più.
Cosa li porta a tornare?
Tornano perché in questo momento al Sud ci sono delle possibilità che non c’erano in altri momenti e quindi bisognerebbe approfittarne. Il Sud sta crescendo da 4 anni più del resto d’Italia e ciò può essere un’occasione propizia per sceglierlo o per impiantare delle attività o destinare la propria vita al Mezzogiorno anche per chi continua a lavorare per le imprese del Nord. Adesso una serie di lavori che si facevano andando via si fanno davanti al computer. E quindi si può stare al Sud e lavorare davanti a un computer e dare il proprio apporto di partecipazione civile alla vita del Sud.
Cambiando argomento e venendo a questi giorni, sono in corso i Giochi del Mediterraneo a Taranto. Pensa che sia un’opportunità da utilizzare?
Assolutamente sì! Il fatto che sia stata scelta la città di Taranto la dice lunga sulla cattiva coscienza del Paese verso Taranto. Quando si parla di questa città lo si fa solo facendo riferimento all’Ilva. Taranto è, secondo me, la più bella città di Puglia e ci sono tante altre possibilità quali la storia, la cultura, il turismo, l’agricoltura e tante altre cose su cui si potrebbe puntare. La scelta dei Giochi del Mediterraneo non è sufficiente, bisogna prima o poi trovare una soluzione per l’Ilva. L’Italia deve stabilire se ha bisogno dell’acciaio o no perché non è possibile che da decenni si vada avanti sul contrasto tra salute e produzione e non se ne esca. Taranto non merita questo. Ha conquistato i Giochi del Mediterraneo, poi dovrà anche meritare la capacità di far funzionare tutto ciò che è stato messo in atto per i giochi e questa è una scommessa non sempre vinta in altre occasioni.
Sempre rimanendo nelle città più belle di Puglia e Basilicata, Matera dal suo punto di vista sta vincendo la grande sfida cui è stata chiamata?
Matera è l’esemplificazione di un modo in cui il Sud è stato pensato e se ne è parlato in maniera sbagliata. Non dimentichiamoci che è stata considerata la “Vergogna nazionale” e alcuni decenni dopo è diventata patrimonio Unesco e Capitale europea della Cultura. Si continua a parlare del Sud come di una zavorra, come di una parte del Paese che se non ci fosse si starebbe meglio e poi scopriamo che è invece tutto l’opposto. Ecco, il libro tenta di cambiare questo racconto senza inventarsi niente ma solo puntando sulle cose che c’erano al Sud che poi si sono sviluppate e che danno un’immagine diversa da coloro che invece hanno voluto mortificarlo. Voglio inoltre sottolineare che il Sud ha vinto anche per la sua concezione di vita, la sua idea dell’esistenza. Molti vorrebbero stare qui per il modo in cui si vive a cominciare dalla “lentezza” che è sempre stata demonizzata e invece è un modo di rallentare rispetto all’ossessione della produzione che non riguarda solo il Sud ma sta diventando un sentimento universale.
Un’ultima domanda, che idea ha sulla legge relativa all’Autonomia differenziata?
E’ l’ultimo tentativo di sottomettere il Sud e rubargli risorse a vantaggio del resto del Paese perché il fine ultimo dell’Autonomia differenziata non è quello di gestire da sé alcune funzioni che sono dello Stato ma quello di drenare ancora più risorse dallo Stato ai danni del Sud in un momento in cui le tre principali regioni che la vogliono stanno perdendo posizioni nel ranking europeo e allora di fronte a questa situazione cercano con essa di arraffare quanto più è possibile e gli altri poi si arrangino!
Filippo Radogna

