sabato, 6 Giugno 2026

Loredana Paolicelli alla direzione del Conservatorio di Matera

Sarà la professoressa Loredana Paolicelli a guidare il Conservatorio Statale di Musica “Egidio Romualdo Duni” di Matera nel prossimo triennio accademico 2026-2029, raccogliendo il testimone da Carmine Antonio Catenazzo. L’elezione segna...

Sono due encicliche nate a 135 anni di distanza, entrambe firmate il 15 maggio da un Leone, e tutte e due provano a rispondere a una rivoluzione che stava cambiando cosa significa lavorare, possedere, e restare umani.

Rerum Novarum (1891)

Papa Leone XIII la promulga il 15 maggio 1891, ed è la prima volta che la Chiesa prende posizione organica sulle “cose nuove” della società industriale. Fonda così la moderna dottrina sociale.

Il cuore è una mediazione. Da una parte ammonisce gli operai a non cercare la rivoluzione, l’invidia o l’odio verso i ricchi. Dall’altra chiede ai padroni di non trattare i dipendenti “come schiavi”, di pagare il giusto salario e di rispettare riposo, salute, età e sesso nel lavoro. Per questo riconosce le associazioni “sia di soli operai sia miste di operai e padroni” come strumento di tutela reciproca.

Condanna con chiarezza il socialismo, la lotta di classe e la massoneria, e affida la soluzione a un’azione combinata di Chiesa, Stato, lavoratori e datori di lavoro. La sua intuizione più duratura è la preferenza per i deboli: lo Stato deve difendere soprattutto chi “manca di sostegno proprio”, donne e fanciulli compresi, perché la dignità personale, “nobilitata dalla fede cristiana, deve sempre essere rispettata”. 

Magnifica Humanitas (2026)

Papa Leone XIV firma la sua prima enciclica il 15 maggio 2026, esattamente nel 135° anniversario della Rerum Novarum, e la pubblica il 25 maggio. Il titolo completo dice tutto: “sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale”.

Anche qui l’introduzione parla di res novae, “le res novae del nostro tempo”, ma la novità non è la fabbrica, è l’algoritmo. Leone XIV mette l’umanità davanti a una scelta, usando due immagini bibliche: la torre di Babele, dove la tecnica diventa superbia e confusione, e la ricostruzione di Gerusalemme, dove si costruisce insieme per il bene comune.

Il testo riconosce il potenziale dell’IA, ma avverte contro i sistemi che riducono le persone a punti di dati, unità di lavoro o strumenti di controllo. Entra nel concreto: lavoro automatizzato, sorveglianza, disinformazione, educazione, guerra, vita familiare e verità pubblica. La proposta è riportare la tecnica a strumento, non a principio, ponendo al centro la dignità, la solidarietà, la giustizia e il bene comune. 

Cosa le lega

  • Stessa data, stessa preoccupazione. 15 maggio non è casuale: Leone XIV vuole dichiarare che l’IA è la nuova “questione operaia”.
  • Persona prima del sistema. Nel 1891 la minaccia era trattare l’uomo come ingranaggio della macchina a vapore; nel 2026 è trattarlo come dataset dell’algoritmo.
  • Terza via. Leone XIII rifiutava sia il laissez-faire sia il collettivismo marxista. Leone XIV rifiuta sia il tecno-determinismo (“lasciarsi guidare dalla tecnologia”) sia il tecno-catastrofismo, cercando una governance partecipata.
  • Corpi intermedi. Allora i sindacati cristiani, oggi la richiesta di istituzioni, ricercatori, imprese e Chiesa che discernano insieme, come mostra la presenza alla presentazione di teologi e di un co-fondatore di Anthropic.

Cosa cambia

  • Oggetto dello sfruttamento. Rerum Novarum parlava di salario, orario, lavoro minorile. Magnifica Humanitas parla di attenzione, dati biometrici, profilazione, armi autonome e verità sintetica.
  • Chi ha il potere. Nel 1891 erano i padroni delle fabbriche; nel 2026 sono piattaforme e modelli fondativi che concentrano capitale, conoscenza e capacità di decisione.
  • Linguaggio. Leone XIII ragionava in termini di proprietà privata e Stato. Leone XIV aggiunge categorie nuove: interpretabilità, responsabilità algoritmica, custodia del “rimanere umani”.

In sintesi, Rerum Novarum ha insegnato alla Chiesa a parlare di economia industriale senza diventare né capitalista né socialista. Magnifica Humanitas prova a fare lo stesso con l’economia cognitiva: non benedire l’IA come salvezza, non demonizzarla come Babele, ma ricostruire, come a Gerusalemme, mura che proteggano la persona mentre la città cambia.

Nicola Incampo

AspettoRerum Novarum (1891) – Papa Leone XIIIMagnifica Humanitas (2026) – Papa Leone XIV
Contesto storicoPrima rivoluzione industriale, fabbriche, urbanizzazione, nascita del proletariatoRivoluzione cognitiva, intelligenza artificiale, piattaforme, automazione del lavoro intellettuale
Data firma15 maggio 189115 maggio 2026, 135° anniversario della Rerum Novarum
Titolo e chiave“Delle cose nuove”“Le res novae del nostro tempo”
Problema centraleL’operaio trattato come schiavo, salario ingiusto, lotta di classeLa persona ridotta a dato, a unità di lavoro o a strumento di controllo
Immagini guidaMediazione tra padroni e operaiTorre di Babele (tecnica come superbia) vs ricostruzione di Gerusalemme (tecnica al servizio del bene)
Cosa condannaSocialismo, lotta di classe, massoneria, laissez-faire senza moraleTecno-determinismo, sorveglianza di massa, disinformazione sintetica, guerra autonoma
Soluzione propostaAzione combinata di Chiesa, Stato, datori e lavoratori; associazioni miste; giusta mercedeCustodia della dignità; riportare l’IA a strumento; discernimento comunitario tra teologi, scienziati, istituzioni e imprese
Principi cardineDignità della persona, proprietà privata con funzione sociale, sussidiarietà, preferenza per i deboliDignità, solidarietà, giustizia, bene comune, “rimanere umani”
Campi toccatiLavoro manuale, orario, donne e fanciulli, salario, sindacatiLavoro, educazione, famiglia, politica, guerra, verità pubblica, sorveglianza
EreditàFonda la dottrina sociale modernaAggiorna quella dottrina all’età degli algoritmi
     
     

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