Sarà la professoressa Loredana Paolicelli a guidare il Conservatorio Statale di Musica “Egidio Romualdo Duni” di Matera nel prossimo triennio accademico 2026-2029, raccogliendo il testimone da Carmine Antonio Catenazzo. L’elezione segna...
Sono due encicliche nate a 135 anni di distanza, entrambe firmate il 15 maggio da un Leone, e tutte e due provano a rispondere a una rivoluzione che stava cambiando cosa significa lavorare, possedere, e restare umani.
Rerum Novarum (1891)
Papa Leone XIII la promulga il 15 maggio 1891, ed è la prima volta che la Chiesa prende posizione organica sulle “cose nuove” della società industriale. Fonda così la moderna dottrina sociale.
Il cuore è una mediazione. Da una parte ammonisce gli operai a non cercare la rivoluzione, l’invidia o l’odio verso i ricchi. Dall’altra chiede ai padroni di non trattare i dipendenti “come schiavi”, di pagare il giusto salario e di rispettare riposo, salute, età e sesso nel lavoro. Per questo riconosce le associazioni “sia di soli operai sia miste di operai e padroni” come strumento di tutela reciproca.
Condanna con chiarezza il socialismo, la lotta di classe e la massoneria, e affida la soluzione a un’azione combinata di Chiesa, Stato, lavoratori e datori di lavoro. La sua intuizione più duratura è la preferenza per i deboli: lo Stato deve difendere soprattutto chi “manca di sostegno proprio”, donne e fanciulli compresi, perché la dignità personale, “nobilitata dalla fede cristiana, deve sempre essere rispettata”.
Magnifica Humanitas (2026)
Papa Leone XIV firma la sua prima enciclica il 15 maggio 2026, esattamente nel 135° anniversario della Rerum Novarum, e la pubblica il 25 maggio. Il titolo completo dice tutto: “sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale”.
Anche qui l’introduzione parla di res novae, “le res novae del nostro tempo”, ma la novità non è la fabbrica, è l’algoritmo. Leone XIV mette l’umanità davanti a una scelta, usando due immagini bibliche: la torre di Babele, dove la tecnica diventa superbia e confusione, e la ricostruzione di Gerusalemme, dove si costruisce insieme per il bene comune.
Il testo riconosce il potenziale dell’IA, ma avverte contro i sistemi che riducono le persone a punti di dati, unità di lavoro o strumenti di controllo. Entra nel concreto: lavoro automatizzato, sorveglianza, disinformazione, educazione, guerra, vita familiare e verità pubblica. La proposta è riportare la tecnica a strumento, non a principio, ponendo al centro la dignità, la solidarietà, la giustizia e il bene comune.
Cosa le lega
- Stessa data, stessa preoccupazione. 15 maggio non è casuale: Leone XIV vuole dichiarare che l’IA è la nuova “questione operaia”.
- Persona prima del sistema. Nel 1891 la minaccia era trattare l’uomo come ingranaggio della macchina a vapore; nel 2026 è trattarlo come dataset dell’algoritmo.
- Terza via. Leone XIII rifiutava sia il laissez-faire sia il collettivismo marxista. Leone XIV rifiuta sia il tecno-determinismo (“lasciarsi guidare dalla tecnologia”) sia il tecno-catastrofismo, cercando una governance partecipata.
- Corpi intermedi. Allora i sindacati cristiani, oggi la richiesta di istituzioni, ricercatori, imprese e Chiesa che discernano insieme, come mostra la presenza alla presentazione di teologi e di un co-fondatore di Anthropic.
Cosa cambia
- Oggetto dello sfruttamento. Rerum Novarum parlava di salario, orario, lavoro minorile. Magnifica Humanitas parla di attenzione, dati biometrici, profilazione, armi autonome e verità sintetica.
- Chi ha il potere. Nel 1891 erano i padroni delle fabbriche; nel 2026 sono piattaforme e modelli fondativi che concentrano capitale, conoscenza e capacità di decisione.
- Linguaggio. Leone XIII ragionava in termini di proprietà privata e Stato. Leone XIV aggiunge categorie nuove: interpretabilità, responsabilità algoritmica, custodia del “rimanere umani”.
In sintesi, Rerum Novarum ha insegnato alla Chiesa a parlare di economia industriale senza diventare né capitalista né socialista. Magnifica Humanitas prova a fare lo stesso con l’economia cognitiva: non benedire l’IA come salvezza, non demonizzarla come Babele, ma ricostruire, come a Gerusalemme, mura che proteggano la persona mentre la città cambia.
Nicola Incampo
| Aspetto | Rerum Novarum (1891) – Papa Leone XIII | Magnifica Humanitas (2026) – Papa Leone XIV | ||
| Contesto storico | Prima rivoluzione industriale, fabbriche, urbanizzazione, nascita del proletariato | Rivoluzione cognitiva, intelligenza artificiale, piattaforme, automazione del lavoro intellettuale | ||
| Data firma | 15 maggio 1891 | 15 maggio 2026, 135° anniversario della Rerum Novarum | ||
| Titolo e chiave | “Delle cose nuove” | “Le res novae del nostro tempo” | ||
| Problema centrale | L’operaio trattato come schiavo, salario ingiusto, lotta di classe | La persona ridotta a dato, a unità di lavoro o a strumento di controllo | ||
| Immagini guida | Mediazione tra padroni e operai | Torre di Babele (tecnica come superbia) vs ricostruzione di Gerusalemme (tecnica al servizio del bene) | ||
| Cosa condanna | Socialismo, lotta di classe, massoneria, laissez-faire senza morale | Tecno-determinismo, sorveglianza di massa, disinformazione sintetica, guerra autonoma | ||
| Soluzione proposta | Azione combinata di Chiesa, Stato, datori e lavoratori; associazioni miste; giusta mercede | Custodia della dignità; riportare l’IA a strumento; discernimento comunitario tra teologi, scienziati, istituzioni e imprese | ||
| Principi cardine | Dignità della persona, proprietà privata con funzione sociale, sussidiarietà, preferenza per i deboli | Dignità, solidarietà, giustizia, bene comune, “rimanere umani” | ||
| Campi toccati | Lavoro manuale, orario, donne e fanciulli, salario, sindacati | Lavoro, educazione, famiglia, politica, guerra, verità pubblica, sorveglianza | ||
| Eredità | Fonda la dottrina sociale moderna | Aggiorna quella dottrina all’età degli algoritmi | ||

