Dopo il grande successo del “Live Tour 2025”, che ha portato il suo ultimo album “Grande Anima” sui principali palchi italiani fino ai due attesissimi appuntamenti finali al Fabrique di Milano e al Palapartenope di Napoli, Clementino ritorna in concerto in Basilicata....
Mi è capitato più di qualche volta che alunni mi hanno chiesto: “Ma come era il volto di Gesù?”
Ed io leggevo loro una poesia di Jorge Luis Borges.
Jorge Francisco Isidoro Luis Borges Acevedo noto semplicemente come Jorge Luis Borges nato a Buenos Aires il 24 agosto 1899 è stato uno scrittore, poeta, saggista, traduttore, filosofo e accademico argentino.
È ritenuto uno dei più importanti e influenti scrittori del XX secolo.
Oggi l’aggettivo “borgesiano” definisce una concezione della vita come storia, come menzogna, come opera contraffatta spacciata per veritiera, come fantasia o come reinvenzione della realtà.
Morì il 14 giugno 1986, a 86 anni, nella città di Ginevra (Svizzera), dove periodicamente si recava per curarsi agli occhi, in seguito a un cancro al fegato.
La poesia che vi propongo è la seguente
«Gli uomini han perduto un volto, un volto irrecuperabile,
e tutti vorrebbero essere quel pellegrino
che a Roma vede il sudario
e mormora con fede: Gesù Cristo, Dio mio, Dio vero,
così era, dunque, la tua faccia?
Se davvero sapessimo come fu,
possederemmo la chiave delle parabole
e sapremmo se il figlio del falegname fu anche il Figlio di Dio.
Abbiamo perduto quei lineamenti,
come si può perdere un numero magico,
fatto di cifre abituali;
come si perde per sempre un’immagine nel caleidoscopio.
Possiamo scorgerli e non riconoscerli.
Il profilo di un ebreo nella ferrovia sotterranea
è forse quello di Cristo;
le mani che ci porgono alcune monete a uno sportello
forse ripetono quelle che i soldati, un giorno,
inchiodarono alla croce.
Forse un tratto del volto crocifisso si cela in ogni specchio;
forse il volto morì, si cancellò
affinché Dio sia tutti.
Chi sa se stanotte non lo vedremo
nei labirinti del sogno
e non lo sapremo domani … »
È uno straordinario ritratto di Gesù presente in ogni creatura umana.
Egli parte da un desiderio antico dell’umanità, quello di conoscere il vero volto fisico di Cristo.
Desiderio impossibile perché i Vangeli tacciono a riguardo.
Io consiglierei a tutti una via per riuscire a scoprire quel tratto genuini: basterebbe guardarci allo specchio per scoprire che in ogni creatura c’è un lineamento di Dio, perché essa è stata creata a immagine e somiglianza di Dio.
In ogni creatura c’è un profilo di Dio, perché Dio, come dice San Paolo, vuole essere “tutto in tutti”.
Nicola Incampo
Responsabile della CEB per l’IRC e per la pastorale scolastica

