giovedì, 16 Aprile 2026

Mons. Caiazzo: “Anche se siamo lontani, l’abbraccio del crocifisso ci stringe insieme sul suo petto; il suo amore infinito e misericordioso dilata il nostro cuore, partorendo vita, pace, fraternità, gioia di vivere”

Pubblichiamo il testo dell'omelia che Mons. Antonio Giuseppe Caiazzo, Vescovo di Cesena-Sàrsina e già Arcivescovo di Matera-Irsina, ha pronunciato nella Cattedrale di Matera durante la concelebrazione eucaristica in occasione del 10° Anniversario della Ordinazione...

È un basso monotono, produce sempre lo stesso suono e viene suonato con la mano bagnata e chiusa a pugno che strofina su e giù sulla canna di legno: la cupa cupa, strumento di musica popolare tipico del Meridione, è stata protagonista ieri in piazza Vittorio Veneto a Matera del primo dei laboratori artigianali promossi nell’ambito di Gusto Italia in tour, la fiera dell’enogastronomia, dell’artigianato e del turismo organizzata dall’Associazione Italia Eventi presieduta da Giuseppe Lupo e con il Patrocinio del comune della Città dei Sassi.

Ad accompagnare il pubblico tra i segreti della cupa cupa sono stati Espedito Pozzuoli, presidente dell’Associazione Resiliens Terra e Musica, e Rino Locantore, artista stimato nell’ambito della musica popolare del sud Italia, banditore, cantastorie, cantante, costruttore e suonatore di molti strumenti – non a caso quello che più lo caratterizza è la cupa cupa.

Gli spettatori – tra loro molti bambini – sono stati coinvolti in prima persona nella realizzazione di questo caratteristico “tamburo a frizione” la cui origine si perde nella notte dei tempi: sulla base di alcuni documenti sembra fosse utilizzato addirittura in Mali.

“In Basilicata – hanno affermato Pozzuoli e Locantore – il suono della cupa cupa era associato a ricorrenze particolari, come l’uccisione del maiale. Per realizzare la cassa risonante veniva adoperato un vaso di terracotta, la vescica del maiale come membrana e un cannetto raccolto come canna di legno per trasferire il suono alla membrana”. Ieri, invece, le cupa cupa sono state realizzate utilizzando lattine per conserve come cassa risonante e tele di ombrelli per il rivestimento.

La riscoperta delle tradizioni popolari è alla base dell’Associazione Resiliens, attiva anche come casa editrice e nota per aver dato alle stampe alcuni volumi di successo, in particolare Matera città irripetibile. Un percorso attraverso la storia, l ‘incontro con i suoi personaggi, i suoi tesori dello studioso e storico materano Nino Vinciguerra.

Prossimo appuntamento con il Laboratorio della cupa cupa sabato mattina alle 11 in piazza Vittorio Veneto a Matera.

Rossella Montemurro

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