Stasera, sul fronte del contatto pieno, torna in scena un nome che non ha bisogno di presentazioni. Torna un uomo che non entra mai sul ring per caso. Torna Danilo Andrulli, il pluricampione materano, categoria -66.800 kg, specialità K-1. Danilo, guidato dal Maestro...
Sabato 11 aprile si è svolto, presso l’ASD Oltredanza (Via delle Fiere, 1 -Matera), con grande partecipazione e interesse del pubblico “Corpi in Luce”, progetto ideato e coreografato da Rossella Iacovone e Marco Magrino.
“Corpi in Luce” si configura come un dialogo profondo tra corpo e spazio, tra pietra, buio e luce. Il processo creativo nasce e prende forma all’interno degli ipogei della Fondazione Sassi durante il periodo natalizio, sviluppandosi fin da subito come un progetto artistico e comunitario capace di attivare una relazione viva tra corpo, spazio urbano e memoria collettiva.
La città di Matera diventa metafora potente di trasformazione: dal buio alla luce, dalla sottrazione alla rinascita, dal corpo ferito al corpo che crea.
La prima fase di lavoro si è basata su una ricerca site-specific: le danzatrici hanno esplorato e abitato gli spazi della parte antica della città, mentre i coreografi hanno costruito la struttura compositiva rielaborando gesti e movimenti emersi dalle improvvisazioni.
Il progetto si è successivamente ampliato attraverso l’integrazione del linguaggio musicale, grazie alla collaborazione con il musicista e percussionista Tommaso Di Marzio. Il suono si è affermato come elemento generativo, capace di evocare le origini della città e di stimolare una nuova evoluzione coreografica.
Le percussioni, nelle loro molteplici forme, hanno costruito un linguaggio sonoro capace di attraversare l’arcaico e il contemporaneo: dal ritmo essenziale a quello composto, dove ogni suono si configura come unità autonoma, piena e significativa.
La performance si è presentata come uno spettacolo immersivo, in cui la luce è diventata strumento di rivelazione, restituendo visibilità e valore alla pietra, elemento identitario della città antica.
Le danzatrici hanno lavorato sulla contrapposizione tra corpo arcaico e corpo contemporaneo, evocando rispettivamente i concetti di memoria e radice, e di trasformazione e tensione.
Il richiamo agli elementi naturali —terra, acqua, aria e fuoco —ha costituito una base fondamentale della ricerca artistica. Questi elementi sono stati attraversati e trasformati dalla pietra, intesa come quinto elemento simbolico: espressione di stratificazione, permanenza e identità.
L’evento ha riscosso un forte apprezzamento da parte del pubblico, confermando il valore di un progetto che unisce ricerca artistica, territorio e comunità in un’esperienza immersiva e contemporanea.
Danzatrici: Miriana Simone, Francesca Vinzi, Miriam Onorati. Coreografie di Rossella Iacovone e Marco Magrino. Musiche originali di Tommaso Di Marzio, eseguite dal vivo.
Il prossimo appuntamento è fissato per il 29 aprile alle ore 20:30, in occasione della Giornata Internazionale della Danza.

