La comunità del Monastero di Santa Maria di Picciano, guidata dal Padre Priore, annuncia con gioia l’ordinazione presbiterale di Dom Michele Nachiro OSB, che sarà celebrata sabato 21 marzo 2026 alle ore 17 nel Santuario di Santa Maria di Picciano, per l’imposizione...
E poi arrivano le 3 di notte…
Che bella serata stasera
Era il compleanno di Ciccio Grande e aveva organizzato una gran festa in campagna all’aperto… Questa è la fortuna di chi è nato in estate col caldo: la sofferenza delle mamme ripaga per tutta la Vita i figli che possono festeggiare all’aria aperta, anche se, bimbi incontentabili, non ci sono i compagni di scuola nei loro primi consapevoli compleanni. Quando si festeggia un compleanno in allegria all’aperto, si canta, si beve, si balla; l’euforia prende il sopravvento e ti senti a mille, forte, invincibile, potente.
La festa finisce e si torna a casa… il tempo di prepararsi per la notte con quel leggero cerchio alcolico alla testa che concilia e aiuta il lavoro di Morfeo e via sotto le coperte in silenzio.
E poi arrivano le 3 di notte… e arrivano i silenzi.
I silenzi… Quelli delle 3 di notte sono quelli che fanno più rumore, a volte sono devastanti in specie quando alle 3 di notte ti trovi solo, al buio, con gli occhi sbarrati che guardano il soffitto in cerca di un punto nave, di un riferimento nella navigazione nel mare onirico dei pensieri e pensi come a volte anche una presenza silenziosa aiuta molto.
Come quando si va a fare le condoglianze: arrivi in silenzio, resti in silenzio accanto al feretro e all’amico che ha perso un tesoro, sussurri in silenzio ‘ti sono vicino’, e poi resti lì… in silenzio e quel silenzio vale, vale tanto… Tutti siamo in grado di ‘sentire’ quel silenzio che ci fa stare assieme…
Il Silenzio delle 3 di notte è quello in cui tutto torna: metti in dubbio tutte le scelte che hai fatto e inizi ad immaginare le mille vite che avresti potuto vivere se avessi fatto scelte diverse.
Sin da quando eri bambino: l’astronauta, il professore, il medico, il calciatore… il mio sogno da bambino era fare il salumiere perché mi affascinava molto l’affettatrice elettrica (e ancor di più il poter mangiare ogni volta una fetta fresca di mortadella).
E poi pensi alle relazioni, ai figli, agli amori passati e al perché sono svaniti e al maledetto orgoglio del ‘sono fatto così’.
E così il silenzio inizia a parlare forte, inizia persino ad urlare…
Resta la consapevolezza di essere ciò che siamo stati e soprattutto di ciò che non vogliamo essere.
Il silenzio allora diventa d’oro!
Valete

