E poi arrivano le 3 di notte…
Che bella serata stasera
Era il compleanno di Ciccio Grande e aveva organizzato una gran festa in campagna all’aperto… Questa è la fortuna di chi è nato in estate col caldo: la sofferenza delle mamme ripaga per tutta la Vita i figli che possono festeggiare all’aria aperta, anche se, bimbi incontentabili, non ci sono i compagni di scuola nei loro primi consapevoli compleanni. Quando si festeggia un compleanno in allegria all’aperto, si canta, si beve, si balla; l’euforia prende il sopravvento e ti senti a mille, forte, invincibile, potente.
La festa finisce e si torna a casa… il tempo di prepararsi per la notte con quel leggero cerchio alcolico alla testa che concilia e aiuta il lavoro di Morfeo e via sotto le coperte in silenzio.
E poi arrivano le 3 di notte… e arrivano i silenzi.
I silenzi… Quelli delle 3 di notte sono quelli che fanno più rumore, a volte sono devastanti in specie quando alle 3 di notte ti trovi solo, al buio, con gli occhi sbarrati che guardano il soffitto in cerca di un punto nave, di un riferimento nella navigazione nel mare onirico dei pensieri e pensi come a volte anche una presenza silenziosa aiuta molto.
Come quando si va a fare le condoglianze: arrivi in silenzio, resti in silenzio accanto al feretro e all’amico che ha perso un tesoro, sussurri in silenzio ‘ti sono vicino’, e poi resti lì… in silenzio e quel silenzio vale, vale tanto… Tutti siamo in grado di ‘sentire’ quel silenzio che ci fa stare assieme…
Il Silenzio delle 3 di notte è quello in cui tutto torna: metti in dubbio tutte le scelte che hai fatto e inizi ad immaginare le mille vite che avresti potuto vivere se avessi fatto scelte diverse.
Sin da quando eri bambino: l’astronauta, il professore, il medico, il calciatore… il mio sogno da bambino era fare il salumiere perché mi affascinava molto l’affettatrice elettrica (e ancor di più il poter mangiare ogni volta una fetta fresca di mortadella).
E poi pensi alle relazioni, ai figli, agli amori passati e al perché sono svaniti e al maledetto orgoglio del ‘sono fatto così’.
E così il silenzio inizia a parlare forte, inizia persino ad urlare…
Resta la consapevolezza di essere ciò che siamo stati e soprattutto di ciò che non vogliamo essere.
Il silenzio allora diventa d’oro!
Valete