giovedì, 28 Maggio 2026

La Festa della Bruna 2026 di Matera si presenta a Roma, nella Sala dei 100 Giorni del Palazzo della Cancelleria Vaticana. Un appuntamento di rilievo nazionale per una delle celebrazioni popolari più antiche e identitarie del Mediterraneo. Un momento dal forte valore simbolico e istituzionale che accompagna il cammino verso il 2 luglio, giorno in cui Matera rinnova da 637 anni il proprio legame con Maria SS. della Bruna.

La presentazione nazionale del programma è stata preceduta, in mattinata, dalla partecipazione di una delegazione materana della Festa della Bruna all’udienza generale con il Santo Padre, Papa Leone XIV, che ha rivolto una speciale benedizione alla celebrazione, alla città di Matera e a quanti custodiscono e tramandano una tradizione profondamente radicata nella storia e nell’identità della comunità materana. Nel corso dell’udienza, don Francesco Di Marzio, delegato arcivescovile per la Festa della Bruna, ha donato al Santo Padre una riproduzione della nuova corona della Madonna e dell’effigie sacra, simboli di una tradizione che da secoli accompagna la festa patronale di Matera.

L’appuntamento romano assume un significato ancora più importante nell’anno in cui Matera è Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo e in cui si è ufficialmente aperto il percorso verso la candidatura della Festa della Bruna a Patrimonio Culturale Immateriale UNESCO. Un riconoscimento, quello per la festa, che guarda non soltanto alla continuità storica della celebrazione, ma anche al suo valore culturale, sociale e identitario, capace ancora oggi di coinvolgere un intero popolo attorno ai simboli mariani.

Nel corso della conferenza stampa, moderata dal giornalista Antonio Ranalli, presidente della Consulta Uffici Stampa dell’Associazione Stampa Romana, sono intervenuti il presidente dell’Associazione Maria SS. della Bruna Bruno Caiella, il delegato arcivescovile don Francesco Di Marzio, don Angelo Gallitelli  parroco della Cattedrale di Matera, e il sindaco di Matera Antonio Nicoletti.

Nutrita la rappresentanza materana per la presentazione nazionale, con l’Associazione Cavalieri Maria Santissima della Bruna accompagnati dal vice presidente Davide Ingusci ed il generale della cavalcata Angelo Raffaele Tataranni. Inoltre, presenti Mariano Iacovone, presidente dell’associazione degli Angeli del Carro, e rappresentanti della Confraternita dei Pastori.

Presenti, inoltre, il presidente dell’Ente Parco della Murgia materana Giovanni Mianulli e in rappresentanza della Camera di Commercio di Matera, Angelo Tortorelli.

Al centro della Festa della Bruna 2026 il tema evangelico scelto per il Carro Trionfale realizzato dall’artista Francesca Cascione: “Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri” (Gv 13,14). Un messaggio che richiama il valore del servizio, della fraternità e dell’attenzione verso gli altri in un tempo attraversato da conflitti, fragilità e tensioni internazionali. Il tema del servizio si farà concreto il 21 giugno con una cena solidale offerta “ai figli di Maria”.

Oltre un mese di celebrazioni tra tradizione, riti popolari e nuove forme di partecipazione

Nel corso degli interventi è stato ribadito il valore della Festa della Bruna come patrimonio vivo della tradizione materana, capace di unire generazioni diverse attraverso riti che si tramandano da secoli: dalla Processione dei Pastori che segue la messa dell’alba, alla processione del Carro Trionfale fino allo “strazzo”, il momento simbolico e collettivo che conclude la giornata del 2 luglio.

La Festa della Bruna continua così a rappresentare non soltanto il cuore identitario della città di Matera, ma anche una delle più intense espressioni della cultura popolare del Sud Italia e del Mediterraneo.

Il programma 2026 comprenderà oltre un mese di appuntamenti religiosi, culturali e popolari dedicati alla tradizione mariana e alla valorizzazione del patrimonio immateriale legato alla Festa. Accanto ai momenti più solenni della tradizione troveranno spazio anche iniziative rivolte alle nuove generazioni e nuovi strumenti di coinvolgimento della comunità, in un dialogo continuo tra memoria, partecipazione popolare e linguaggi contemporanei.

Tra gli appuntamenti in calendario la “Bruna Passion Week”, contenitore culturale dedicato ai più giovani tra podcast, dj set e la mostra “Come al 2 di luglio”.

Spazio anche al ritorno del “Fantabruna”, il gioco online ispirato ai protagonisti della festa, e all’avvio dell’app “La mia Bruna”, segno di quanto le nuove generazioni continuino a vivere la Festa in maniera autentica e profondamente identitaria anche attraverso linguaggi contemporanei.

Confermata inoltre la rassegna “Storie di donne”, dedicata alle esperienze, al lavoro e alle iniziative delle donne che contribuiscono ogni giorno alla crescita culturale e sociale di Matera, ampliando ulteriormente il significato della Festa come momento collettivo di partecipazione.

Nel calendario 2026 anche un percorso dedicato a “Maria, Madre dell’incontro” che attraverso appuntamenti musicali e culturali intende proporre la Festa della Bruna come occasione di dialogo, accoglienza e incontro tra popoli e culture diverse. Tra gli eventi previsti l’esibizione della “Bondeko Chorale”, espressione della comunità congolese, la Festa dei Popoli con la musica dei “Balkan Lab” e il musical “Forza Venite Gente” dedicato alla figura di San Francesco, nell’anno dell’ottavo centenario del suo transito.

La Festa della Bruna è organizzata dall’Associazione Maria SS. della Bruna in collaborazione con l’Arcidiocesi di Matera-Irsina, sotto la guida dell’Arcivescovo, e si realizza con il patrocinio di Comune e Provincia di Matera, Regione Basilicata, Camera di Commercio della Basilicata ed Ente Parco della Murgia Materana.

DICHIARAZIONI UFFICIALI

Bruno Caiella – Presidente Associazione Maria SS. della Bruna

Nel 2026 Matera è Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo insieme alla città marocchina di Tetouàn, entrambe designate a questo ruolo dall’Unione del Mediterraneo e dalla Fondazione Anna Lindh. Due città poste una sulla sponda nord e l’altra – quella sud – del Mediterraneo, accomunate dalla ricchezza del loro patrimonio culturale e dalla volontà di favorire scambi e dialoghi interculturali tra popoli che condividono “lo stesso mare”.

In questo scenario assume un significato ancora più profondo anche l’avvio ufficiale del percorso di candidatura della Festa della Bruna a Patrimonio Culturale Immateriale UNESCO: un riconoscimento che guarda non soltanto al valore religioso e identitario della festa, ma anche alla sua capacità di generare comunità, dialogo e trasmissione culturale tra generazioni.

Nessun uomo e nessun popolo è un’isola, ripete il carro della Bruna 2026, offrendo con l’arte della cartapesta modalità concrete di relazioni fraterne, avendo a modello gesti e parole di Gesù Cristo.

Don Francesco Di Marzio Delegato arcivescovile Associazione Maria SS. della Bruna

Il versetto del Vangelo di Giovanni – «Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri» (Gv 13, 14) – custodisce una delle immagini più sorprendenti e disarmanti del messaggio cristiano.

E forse, mai come oggi, questo gesto risuona necessario. Il nostro tempo è attraversato da inquietudini profonde: guerre che feriscono i popoli, solitudini che abitano le città, paure che dividono le persone. Spesso l’uomo contemporaneo corre, accumula, compete, ma rischia di dimenticare la cosa più semplice e più difficile: fermarsi accanto all’altro. Lavare i piedi, oggi, può voler dire tendere la mano a chi è caduto, ascoltare chi non trova voce, farsi prossimi a chi è dimenticato. Significa scegliere la via dell’attenzione e della misericordia in un mondo che spesso premia l’indifferenza. È un gesto invisibile ma potentissimo: il gesto di chi si piega non per debolezza, ma per amore.

E nel momento dello “strazzo”, quando il carro viene assalito e condiviso, si compie un gesto carico di simbolo: ciò che era unico diventa di tutti, ciò che era lontano si fa vicino, ciò che era segno si trasforma in memoria viva nelle mani della gente. In quella folla, in quella gioia collettiva, si può intravedere lo stesso spirito del gesto evangelico: nessuno è spettatore, tutti sono parte di una comunità che si sostiene e si riconosce. La Festa diventa così un’immagine concreta di fraternità, dove la fede non resta chiusa nelle parole ma si fa incontro, condivisione, appartenenza.

Antonio Nicoletti – Sindaco di Matera

Raccontare la Festa della Bruna non è semplice, perché la Bruna non si può spiegare fino in fondo: va vissuta. Va vissuta con gli occhi, con i suoni, con la devozione, con l’attesa, con l’emozione collettiva che attraversa un’intera città.

Portare oggi il messaggio della Bruna in una città come Roma significa raccontare anche uno dei suoi valori più profondi. Da 637 anni questa festa si rinnova senza mai perdere la propria identità. È una tradizione che continua a rinascere su sé stessa, trasformando ogni anno la memoria in partecipazione viva, la fede in appartenenza, il rito in comunità.

Ed è proprio questa straordinaria capacità di rigenerarsi che rende la Festa della Bruna un patrimonio universale. Un messaggio che parla non solo a Matera, ma a tutti i popoli: la capacità di una comunità di ritrovarsi attorno ai propri valori, di custodire la propria storia e allo stesso tempo di renderla viva, contemporanea, condivisa.

Anche per questo abbiamo avviato il percorso di candidatura della Festa della Bruna a Patrimonio Immateriale dell’Umanità UNESCO. Ma al di là del riconoscimento, il risultato più importante è già sotto gli occhi di tutti: ogni 2 luglio un’intera città si stringe attorno alla sua fede nella Madonna della Bruna, alla sua identità e al lavoro dei suoi artigiani, che ogni anno danno vita a un’opera straordinaria sapendo che sarà distrutta poche ore dopo. Un gesto unico, potente, che racchiude il senso più autentico della festa: nulla si conserva per sé, tutto si rinnova per essere restituito alla comunità.

Questo, e molto altro ancora, è la Festa della Bruna. E l’invito che rivolgo a tutti è di venirla a scoprire e a viverla il 2 luglio a Matera.

S.E. Mons. Benoni Ambarus – Arcivescovo di Matera-Irsina e Vescovo di Tricarico

In un tempo segnato da guerre, violenze e profonde inquietudini internazionali, con inevitabili ripercussioni emotive ed economiche anche sulle nostre comunità, qualcuno potrebbe chiedersi come possiamo festeggiare Maria Santissima della Bruna? Ha senso fare festa, quasi come se fossimo indifferenti di fronte alle tragedie che si vivono nel mondo? “Sì!” – Lo dico senza mezzi termini! Perché per noi festeggiare significa stringerci attorno a Maria, Madre nostra e di tutto il mondo. Abbiamo bisogno di rivolgerci a Lei per affidare noi stessi e l’umanità intera alle sue cure materne e amorevoli.

A chi altro ci si rivolge nei momenti della fatica e del dolore se non alla madre? Ecco perché invito tutti a vivere la Festa della Bruna con ancora maggiore partecipazione e raccoglimento, stringendoci attorno a Maria come un unico Popolo, una sola famiglia.

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