Dopo il grande successo del “Live Tour 2025”, che ha portato il suo ultimo album “Grande Anima” sui principali palchi italiani fino ai due attesissimi appuntamenti finali al Fabrique di Milano e al Palapartenope di Napoli, Clementino ritorna in concerto in Basilicata....
Altrimedia Edizioni in collaborazione con la Libreria dell’Arco promuove a Matera, domenica 14 dicembre alle 18.30 presso la libreria di via delle Beccherie, un evento di grande rilevanza culturale e territoriale: la presentazione congiunta dei volumi “Pietre di confine. Il Castelvecchio di Matera e le limitrofe fortificazioni Appulo Lucane” di Enrico Lamacchia e “Note di archeologia urbana a Melfi” di Isabella Marchetta.
L’incontro si svilupperà attorno al tema cruciale di “Memoria e Recupero” per una cultura di valorizzazione dei territori, offrendo un confronto stimolante tra due prospettive complementari: l’indagine sulle fortificazioni storiche di confine e l’analisi della stratificazione archeologica urbana con un focus specifico su Melfi.
Il volume di Enrico Lamacchia “Pietre di confine”, concetrandosi su Castelvecchio di Matera, indaga il valore storico e identitario delle antiche strutture difensive, trasformando il concetto di “confine” da elemento di separazione a risorsa per la comprensione e la valorizzazione del paesaggio Appulo-Lucano. Parallelamente, Isabella Marchetta nel suo “Note di archeologia urbana a Melfi” sottolinea l’importanza del recupero del senso dell’archeologia urbana come strumento fondamentale per la memoria collettiva e per orientare lo sviluppo urbanistico contemporaneo.
Il dibattito, moderato dall’editore Vito Epifania, utilizzerà come spunto una serie di domande volte a esplorare il legame tra la conoscenza storica e l’azione concreta per la valorizzazione. Si discuterà di come la ricerca specialistica possa tradursi in una cultura del recupero accessibile e partecipativa, coinvolgendo attori locali e cittadini.
“Il recupero della memoria, sia essa impressa nelle pietre di un castello di confine o negli strati nascosti di una città, – ha evidenziato Vito Epifania – non è un atto nostalgico, ma un investimento sul futuro del territorio. È attraverso la consapevolezza del nostro passato che possiamo costruire strategie efficaci di valorizzazione e sviluppo sostenibile.”
L’evento rappresenta un’occasione unica per riflettere sul ruolo attivo che la storia e l’archeologia possono giocare nella definizione dell’identità e nella promozione dei territori.

