È stato assegnato al prof. Vincenzo Simeone, membro esperto di Geologia Applicata del Comitato Speciale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, il premio AIGA “Vincenzo Cotecchia”, edizione 2025, promosso dall'Associazione Italiana di Geologia Applicata e...
Il gruppo “Matinate & Cupa Cupa” che, dal 2017, a Matera, ha rilanciato la storica tradizione dei gioiosi “canti di questua” tipici del Carnevale, si costituisce nell’associazione “Carnevale a Matera”.
Lo annunciano i promotori: il videomaker Giuseppe Petragallo, il musicista e cultore di musiche popolari, Claudio Mola, il cantautore e showman Saverio Pepe e il giornalista Sergio Palomba, che – nel nuovo sodalizio – ricoprono rispettivamente i ruoli di presidente, vice-presidente, segretario e responsabile della comunicazione.
La scelta di strutturare in forma associativa un gruppo che negli anni è arrivato a riunire oltre 50 persone – donne e uomini di ogni età – scaturisce dalla constatazione della necessità di avviare un percorso culturale inclusivo e di ampio respiro che possa recuperare la vera tradizione carnascialesca della città dei Sassi.
Il Carnevale a Matera, infatti, ha una tradizione importante che però si è persa negli anni. Gli amici dell’associazione “Ergghiò”, ad esempio, da instancabili cultori e studiosi della storia di Matera, hanno rintracciato cronache cittadine che parlano di festeggiamenti già sul finire del Cinquecento e che sarebbero durate, come ancora qualche anziano ricorda, fino a prima della seconda guerra mondiale. Non a caso proprio “Ergghiò”, nello scorso Martedì grasso, ha riproposto ancora una volta, tra i Sassi e il centro storico, il corteo funebre di Nardandenie, al quale il gruppo di “Matinate & Cupa Cupa” (e non solo) ha aderito con entusiasmo, passione e spirito di condivisione.
«Siamo convinti – dicono i fondatori della neonata associazione “Carnevale a Matera” – che questo percorso di riappropriazione delle radici debba partire dal basso, coinvolgendo gente entusiasta, positiva e dinamica e associazioni che hanno a cuore il futuro della città, il suo posizionamento nel panorama culturale nazionale e internazionale e la salvaguardia della memoria storica collettiva, attraverso un dialogo e uno scambio di esperienze e saperi tra le generazioni. Ciascuno di noi – aggiungono – ha fatto parte o è ancora parte di altre esperienze associative della città, ma siamo convinti che la nascita di un nuovo soggetto – che intende focalizzarsi esclusivamente sul tema del Carnevale – possa diventare il propulsore di nuovi entusiasmi e di collaborazioni virtuose che, attraverso uno storytelling e una strategia di marketing e comunicazione mirati, potranno portare Matera a congiungersi con gli altri Carnevali lucani, con alcuni dei quali, tra l’altro, nutriamo rapporti di assoluta (e spesso goliardica) cordialità, nel tentativo di dare un valore e una visibilità ancora più grandi alle loro bellissime e radicatissime manifestazioni, senza sovrapposizioni o campanilismi».
Prossimamente, quindi, l’associazione “Carnevale a Matera” si occuperà di promuovere e organizzare dei momenti di condivisione e di coinvolgimento popolare, dai quartieri ai borghi, dalle parrocchie alle scuole fino ai presidi sociali, insieme alle altre associazioni cittadine. L’invito è esteso a tutti coloro che vorranno condividere questo percorso di riscoperta di canti, balli, musiche, costumi, strumenti musicali, riti e abitudini che fanno parte del dna dei materani e a cui lavora, da anni e con successo, ad esempio, l’associazione “Ragnatela”.
La programmazione e la condivisione sono gli strumenti più funzionali e utili alla valorizzazione della cultura autoctona della città ma spesso, purtroppo, rimangono relegati soltanto alle intenzioni. Ma non è e non sarà il nostro caso, così come di tanti altri che, quotidianamente, si impegnano per la cultura della comunità, perché la stessa se ne riappropri da protagonista e ne diventi interprete per i tanti visitatori che, anche in questa occasione, potranno scoprire Matera da una nuova prospettiva.

