Undici nuovi posti letto e una strumentazione d'avanguardia che non ha nulla da invidiare ai più rinomati ospedali: sono stati inaugurati questa mattina, al "Madonna delle Grazie" di Matera, i nuovi spazi della Terapia Intensiva Generale nell’ambito degli interventi...
C’è un’eccellenza lucana dietro il successo che sta registrando la sede distaccata di Rieti della facoltà di Medicina e Chirurgia della Sapienza di Roma: è il professor Vito Cantisani, nato a Lagonegro ma cresciuto a Latronico e Chiaromonte –, vicepreside della facoltà di Medicina e odontoiatria della Sapienza, direttore della Diagnostica per immagini integrata una delle due unità operative a gestione mista, Servizio Sanitario Nazionale e università, già attivate all’ospedale De Lellis e presidente della sezioneEecografia delle Società italiana di Radiologia medica e interventistica.
Numeri record per le immatricolazioni: dai dati aggiornati di marzo, infatti, per Medicina sono 88 mentre per i corsi delle professioni sanitarie attualmente 631. Ma si tratta di numeri in crescita.
La presenza della sede universitaria reatina offre una serie di vantaggi, tra questi il supporto alla sanità territoriale, con i futuri medici formati in loco. Il mese prossimo al “De Lellis” di Rieti verranno inaugurati macchinari all’avanguardia per la TAC e per la risonanza magnetica: il miglioramento delle cure andrà di pari passo con la creazione di quello che il prof. Cantisani definisce “un modello operativo in cui integrazione territorio-ospedale-università sia in grado di dare vita al medico del futuro”.
“Oltre agli esami diagnostici che già si eseguono – ha dichiarato il professore al Messaggero – abbiamo avviato l’attività di teleradiodiagnostica collegandola a tutto il territorio per trasmettere immagini radiologiche digitali come radiografia TAC e risonanza magnetica attraverso reti informatiche. Abbiamo anche introdotto il mezzo di contrasto in ecografia: in pazienti adulti e pediatrici con controindicazioni all’utilizzo dello iodio gadolinio con insufficienza renale o allergie o che siano claustrofobici, o in pazienti con patologie oncologiche, vascolari, urogenitali o in situazioni di emergenza-urgenza. Utilizziamo l’intelligenza artificiale applicata ai noduli tiroidei per guidare meglio gli agoaspirati, siamo i primi nel Lazio ad applicarla”.
Rossella Montemurro

