martedì, 7 Luglio 2026


“Ho capito della mia vita niente. O tutto. E che ogni giorno adesso è un giorno da costruire. Però questi fantasmi che tornano, demoni o angeli, li so meglio scrutare”.
È giovanissima, poco più che trentenne, eppure fino ad ora nella vita, parafrasando il titolo del suo libro, Michela Morellato ha dimostrato Un talento per guai (Bietti editore).
Nell’occhio del ciclone dopo la vicenda del generale Harrington, il comandante dell’Us Army Africa di stanza a Vicenza, che due anni fa si dimise – e fu licenziato – per aver scambiato alcuni messaggi in chat proprio con Michela, moglie di un sergente dell’esercito americano. In tanti alla Ederle presero le difese del generale, adesso è lei a togliersi parecchi sassolini.
Il suo stile letterario rispecchia la sua personalità: brioso, vivace, accattivante anche nei passaggi più scomodi. La Morellato (fotomodella, showgirl e, attualmente, opinionista  politica in molte trasmissioni venete su Canale Italia e Rete Veneta ) riesce a passare con spontaneità da situazioni provocanti a quelle più difficili. Indifferente alle convenzioni, spregiudicata quanto basta, se con la sua prorompente bellezza ha attirato molti sguardi maschili, la sua moralità di fondo le ha permesso di tirarsi fuori al momento opportuno da storie che avrebbero potuto comprometterla.
Fu lei che, a soli 18 anni, con la complicità delle Iene incastrò il giornalista sportivo Amedeo Goria che le aveva fatto delle avance.
In Un talento per i guai mette nero su bianco l’atmosfera che si respira nelle basi Usa: “Mi resi conto, un poco alla volta, che c’era una specie di codice interno alla base: più una s’inchiattiva e si vestiva male, più era quotata come possibile scaldaletto di qualcuno. Erano di solito le più impensabili, quelle che tradivano, e la cosa era sconvolgente. Ed io, che invece di fare la vittima, me la spassavo e mi tenevo su senza particolare sforzo, nonostante soffrissi la lontananza del mio lui, era come se sbattessi loro in faccia la meschinità e l’ipocrisia d’un mondo che si basava su un’etica super bacchettona a parole, ma che nella realtà era un lupanare fuori controllo”. 
Ancora: “A me serviva appunto un amico fidato in quella gabbia di matti e stalkers, non un altro infoiato che pensava di portarmi a letto con due smancerie. Sarà colpa del fatto che non sono un’educanda delle Orsoline, ma pare che tutti fraintendano la mia natura disinibita per ben altro”. 
Sfortunata in amore (“Pensavo ormai di essere forte abbastanza da reggere un altro colpo, invece, fu una bella bastonata! Mi resi conto che non potevo avere tutto dalla vita, e che nonostante in me cominciasse a nascere la voglia d’una famiglia, il mio subconscio amava quella mia vita maledetta.”) prima dell’incontro con il suo principe azzurro, la Morellato non ha peli sulla lingua ma tanta voglia di riscattarsi dal maschilismo imperante e, in questo modo, aiutare altre donne.
Un talento per i guai è un’autobiografia che si legge tutto d’un fiato: di pari passo con le vicende dell’autrice fa sorridere, riflettere e, perché no, sognare.

Rossella Montemurro

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