mercoledì, 26 Agosto 2026

Il CAI Basilicata dice “no” alla pista da sci sintetica

La montagna non ha bisogno di essere resa artificiale per essere attrattiva: ha bisogno di essere resa accessibile, sicura, fruibile e conosciuta. Basta con le attrazioni a ciclo di vita breve e con la rincorsa ai macroattrattori. Le notizie di stampa delle ultime...

Pubblichiamo da Aura Blu:Con un congiunto autistico, dietro ogni famiglia che “ce la fa” spesso c’è un caregiver che da anni non si concede il lusso di crollare. Aver cura, prendersi cura sono concetti bellissimi ma anche molto faticosi quando a farsene carico siamo noi donne. Siamo sopraffatte dalle preoccupazioni, dalla stanchezza, da un senso di impotenza. Dall’impossibilità, nonostante i nostri sforzi, di tenere al meglio le fila nella gestione dei figli, della casa, del lavoro (quando c’è). Ogni giorno è un affannarsi e un annullarsi nelle esigenze, sacrosante, dei figli. Chi si occupa di caregiving, attività fondamentale e delicata al tempo stesso, lo sa: a volte ci si sente prosciugati, senza più forze fisiche e mentali, ma non è ipotizzabile permettersi pause. La realtà è questa: non abbiamo tempo da dedicare a noi stesse, la vita sociale è azzerata, i momenti di relax sono un miraggio e, tutto ciò, a discapito del nostro benessere.Alle istituzioni chiediamo di non limitarsi ad aiutare le famiglie con un figlio autistico a sostenere il peso. Chiediamo di contribuire concretamente a rendere quel peso più leggero.“Nessuna famiglia dovrebbe essere lasciata sola a svolgere un compito che ha un valore sociale fondamentale. E’ necessario rafforzare il riconoscimento del caregiver familiare attraverso un insieme organico di misure, superando una logica basata esclusivamente su interventi economici occasionali e riconoscendo il ruolo della famiglia come parte integrante del sistema di assistenza.”

Pubblicità
Pubblicità
Copy link