martedì, 10 Marzo 2026

Donato Telesca sul tetto d’Europa

Un successo fatto di muscoli, testa, cuore e determinazione. Il Presidente della Regione, Vito Bardi, accoglie con entusiasmo la notizia dell’ennesima impresa dell'atleta di Pietragalla, Donato Telesca, neocampione europeo di sollevamento pesi nella categoria 80 kg...

La cultura ha un valore e potere trasformativo, serve a cambiare e governare le trasformazioni. Aiuta a elaborare, nell’ordine, prima una visione di sviluppo territoriale, poi una strategia e, infine, un progetto.

È la cultura il paradigma attraverso cui ricercare risposte nuove alla crisi ecologica e ristabilire un riequilibrio dei modelli economici, sociali e territoriali.

Ciò vale a maggior ragione in quei contesti minori, marginali, periferici, chiamati paesi (o borghi) e aree interne.

È quanto accade, già da diversi anni, ad Aliano, un paese di 800 abitanti della montagna materana, un paese che ha superato il vittimismo proprio delle aree interne e ha costruito la propria visione di sviluppo intorno alla cultura.

Fermamente ancorato a questa visione, il sindaco Luigi De Lorenzo, convinto che “il processo culturale contribuisce prima di tutto alla crescita civile, alla qualità sociale e alla coesione territoriale; si fa critica del presente e ricerca del nuovo, partendo dalla conoscenza di quello che è stato; rappresenta un fondamento di futuro”.

Questa la ragione della candidatura di Aliano, terra dell’altrove, a Capitale Italiana della Cultura per il 2027.

Aliano è un esempio concreto di come la cultura possa generare energie tra le persone e i luoghi. Cultura intesa non tanto come evento – qui da 13 anni si svolge il Festival di paesologia “La Luna e i Calanchi” – quanto piuttosto come contenitori e produzione culturali.

La candidatura mette a sintesi tutto quello che ad Aliano già accade, in un progetto organico – quello descritto nel Dossier – che tiene insieme il materiale e l’immateriale, l’evento eccezionale e la quotidianità, in uno sforzo collettivo che può produrre una nuova comunità, un nuovo dinamismo economico e, soprattutto, un nuovo umanesimo delle aree appenniniche e montane.

“La nostra visione è frutto di consapevolezza, riconoscimento delle risorse locali e politiche di sistema e valorizzazione delle nostre specificità. Il Dossier di candidatura – aggiunge il sindaco De Lorenzo – si fa narrazione coerente di quello che c’è, uno story-telling che diventa place-telling, cioè racconto dei luoghi, nel rispetto delle loro vocazioni, dei valori delle comunità locali, del rapporto tra natura e cultura”.

Non si tratta di un semplice processo di valorizzazione, quanto piuttosto di un percorso di patrimonializzazione delle risorse locali, cioè di qualcosa che ha valore e che si inscrive nell’orizzonte di rigenerare e, quindi, riabitare i luoghi.

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