"(…) Il fantasma di un amore antico, che faceva apparire ogni altra storia sbiadita, inconsistente. È il guaio di quando hai amato davvero, con tutta te stessa, incondizionatamente. Di quando hai sentito su di te lo sguardo di qualcuno che ti desidera nel medesimo...
Confermata dalla Corte d’appello di Potenza la
condanna a sei anni di reclusione per don Antonio Calderaro, l’ex parroco – era
stato sospeso a divinis appena emersero i fatti – della chiesa di San Giuseppe
a San Costantino di Rivello (PZ), accusato di aver adescato un minorenne di
Nova Siri (MT) su internet per poi consumarvi rapporti sessuali.
condanna a sei anni di reclusione per don Antonio Calderaro, l’ex parroco – era
stato sospeso a divinis appena emersero i fatti – della chiesa di San Giuseppe
a San Costantino di Rivello (PZ), accusato di aver adescato un minorenne di
Nova Siri (MT) su internet per poi consumarvi rapporti sessuali.
Confermata la condanna a quattro anni anche per
Giancarmelo Varasano, Vincenzo Casanova e Rizwan Muhammad, tutti accusati di
aver incontrato almeno una volta il minore che all’epoca dei fatti aveva
tredici anni. Le indagini dei carabinieri erano culminate nell’aprile del 2015
con arresti e perquisizioni nell’ambito dell’operazione “Log Out”. Gli incontri
a sfondo sessuale sarebbero avvenuti nei pressi dei lidi di Rotondella e Nova
Siri. Gli accertamenti erano scattati nel 2013, quando la sorella maggiorenne
della vittima si presentò in caserma, preoccupata per lo strano comportamento
del fratello che continuava a fissare appuntamenti con persone molto più grandi
di lui attraverso internet.
Giancarmelo Varasano, Vincenzo Casanova e Rizwan Muhammad, tutti accusati di
aver incontrato almeno una volta il minore che all’epoca dei fatti aveva
tredici anni. Le indagini dei carabinieri erano culminate nell’aprile del 2015
con arresti e perquisizioni nell’ambito dell’operazione “Log Out”. Gli incontri
a sfondo sessuale sarebbero avvenuti nei pressi dei lidi di Rotondella e Nova
Siri. Gli accertamenti erano scattati nel 2013, quando la sorella maggiorenne
della vittima si presentò in caserma, preoccupata per lo strano comportamento
del fratello che continuava a fissare appuntamenti con persone molto più grandi
di lui attraverso internet.
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