Uno sguardo contemporaneo sull'antico, capace di restituire ai nostri giorni e rinnovare nel tempo odierno l'aura originaria di opere e monumenti di un Mediterraneo perduto. Una immersione nella visione del passato attraverso immagini potenti, frutto di un'arte...



Una giornata storica, lo scorso 13 giugno a Paesana, per il ricordo di Chiaffredo Bergia, il Carabiniere eroe più medagliato d’Italia sul quale i Sottufficiali dell’Arma Stefano de Carolis e Nicola Cotti hanno scritto “Il giovane Chiaffredo Bergia” (Carta Bianca). L’opera, patrocinata dal Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri e dal Comune di Paesana, ricostruisce la figura del Carabiniere Chiaffredo Bergia, nell’anno in cui ricorre il 165° anniversario dal suo arruolamento nell’Arma, approfondendone il profilo umano e professionale attraverso un rigoroso lavoro di ricerca storica.
“Ci sono scelte coraggiose che non si spiegano soltanto con la regione. Scelte che nascono da una vocazione profonda, da un senso del dovere che porta una persona a mettere il bene degli altri davanti al proprio interesse. È la stessa vocazione che ancora oggi spinge tanti giovani a indossare l’uniforme dell’Arma”, ha sottolineato in un messaggio il ministro della Difesa, onorevole Guido Crosetto.
Il libro esplora la vita del paesanese Chiaffredo Bergia, attraverso documenti e fotografie inedite, ed importanti testimonianze familiari; nato il 01 gennaio 1840 nella sua casa tutt’ora esistente in Cascine Oliva a Paesana, figlio di Battista e di Caterina Bonetto, entrambi contadini, fu il primo di undici fratelli; a 12 anni fece il pastore alla Rocchetta di Sanfront ed a 15 anni, assieme al fratello Giacomo, emigrò in Francia.
Tornò a Paesana per un breve periodo intorno agli anni 1854-1855 poi emigrò una seconda volta in Francia; fece ritorno a Paesana e nel febbraio del 1861 si arruolò nei Carabinieri Reali.
Dopo il corso di formazione fu destinato alla Stazione Carabinieri di Scanno (AQ); tra il 1862 ed il 1872, contribuì a combattere il fenomeno di brigantaggio che imperversava in Abruzzo.
Fu insignito di 1 Medaglia d’Oro al Valor Militare, 3 Medaglie d’Argento al Valor Militare, 2 Medaglie di Bronzo al Valor Militare, 1 Croce di Cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia, 1 Croce di Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia e promosso per meriti Maresciallo Maggiore d’Alloggio.
L’8 agosto 1876 sposò a Torino Claudina Borghese, figlia di Claudio Borghese, già suo comandante durante il periodo di servizio in Abruzzo e dal matrimonio nacquero quattro figli.
Promosso Ufficiale, il 17 dicembre del 1891 venne desinato alla Legione di Bari con il grado di Capitano; giunto in Puglia, si recò a far visita al suo Comandante, il Col. Giuseppe De Giorgis, poichè allettato per una brutta forma influenzale e dopo qualche giorno, contagiato dal virus, anch’egli si ammalò e morì a Bari il il 2 febbraio 1892 all’età di 52 anni.
Le spoglie del Capitano Cav. Chiaffredo Bergia, riposano all’interno del cimitero monumentale di Bari, in un monumento funebre situato sulla facciata della chiesa madre della necropoli.
Dopo i saluti istituzionali del Sindaco di Paesana, dott. Emanuele Vaudano, con gli autori del saggio, sono intervenuti, moderati dal Col. (cong.) Ernesto Sacchet, il Generale di Divisione Antonino NEOSI, capo Dipartimento dei Beni Storici, Archivistici e Musicali dell’Arma dei Carabinieri ed il Ten.Col. Raffaele Gesmundo, capo servizio dei Beni Storici e Archivistici dell’Arma dei Carabinieri che ha curato la prefazione del libro.
Il senatore Filippo Melchiorre (Vicepresidente commissione finanze e tesoro, componente Commissione bicamerale antimafia e componente Commissione d’inchiesta sul sistema bancario assicurativo e finanziario), in un messaggio ha rivolto il suo plauso agli autori, Stefano De Carolis e Nicola Cotti, “per il rigoroso lavoro di ricerca che hanno saputo condurre, riportando alla luce documenti, testimonianze e fotografie inedite che consentono di conoscere più a fondo la figura di uno dei Carabinieri più illustri della nostra Italia”.
Rossella Montemurro

