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“Noi grandi dobbiamo cambiare rotta in questo mondo. Dobbiamo cominciare con la giustizia sociale, con le relazioni sane, con l’onestà, con la non violenza. Lo dobbiamo ai bambini”.
Lo ha detto ieri sera mons. Benoni Ambarus, arcivescovo di Matera-Irsina e vescovo di Tricarico, nel messaggio rivolto ai cittadini materani in piazza Vittorio Veneto, a conclusione dell’Ottava della Festa di Maria Santissima della Bruna, patrona della città dei Sassi.
Il momento conclusivo in piazza è stato preceduto da una celebrazione liturgica in Cattedrale e dalla processione della Sacra Immagine di Maria SS. della Bruna per le vie degli antichi Rioni Sassi.
Accanto a sé l’arcivescovo ha voluto due bambini, “rappresentanti di tutti i bambini” e del Bambino Gesù, affidando alla città un appello alla responsabilità degli adulti.
“Maria è grande non per sé stessa — ha ricordato — ma perché ci porta Gesù”, che dice all’umanità che “vale la pena amarci, prenderci cura gli uni degli altri”.
Mons. Ambarus ha invitato tutti a un esame di coscienza: “Recuperiamo la dignità di guardare in faccia questi bambini senza vergognarci per come stiamo gestendo questo mondo”.
Il tradizionale augurio dialettale “A mogghj a mogghj all’onn c’ vaèn” (“ciò che verrà sarà meglio di ciò che è stato”) è stato affidato alla voce di un bambino, come impegno per un mondo diverso.
Alla conclusione è intervenuto anche mons. Dario Gervasi, Segretario aggiunto del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, che ha ringraziato Matera per la testimonianza di fede vissuta nella celebrazione e nella processione.
Richiamando l’appello dell’arcivescovo, ha auspicato che tutto questo serva “per un cambiamento del cuore”, ricordando l’invito del Papa a compiere “piccoli gesti” per “rendere più bello il mondo” e a “disarmare il dialogo”.
Dopo la benedizione, mons. Ambarus ha annunciato che il 20 giugno del prossimo anno la peregrinatio dell’immagine della Madonna della Bruna avrà luogo nella parrocchia San Paolo Apostolo di Matera.


