martedì, 30 Giugno 2026

“Donne e tecnologie emergenti”: le opinioni di Patrizia Minardi, direttrice della Fondazione Sassi e fondatrice del Soroptimist Club International di Matera e Antonella Corbacio, studentessa dell’Istituto del Design

Non demonizzare le tecnologie emergenti ma fare in modo che al centro ci siano sempre le persone: per quanto possano essere d’aiuto, è ormai noto che strumenti come l’A.I. non potranno mai raggiungere il livello di un essere umano ma avranno sempre un senso di...

La nascita del Centro Studi Sergio Leone è stata annunciata oggi nel corso del convegno “Sergio Leone come narratore. Narrazione, tempo e mito”, ospitato presso la Sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro del Senato della Repubblica.

L’annuncio è stato dato da Fabrizio De Priamo, direttore artistico e organizzativo del Premio Sergio Leone, che ha illustrato le finalità del nuovo organismo dedicato alla ricerca, allo studio e alla promozione dell’opera del regista romano. Le pubblicazioni del Centro Studi saranno realizzate in collaborazione con Opposto Edizioni, rappresentata dall’editrice Virginia Foderaro.

Promosso dal Premio Sergio Leone con il patrocinio de La Sapienza Università di Roma e di Confassociazioni, l’incontro ha visto la partecipazione di studiosi, critici, giornalisti, registi, attori e collaboratori che hanno conosciuto e lavorato con Sergio Leone, riuniti per riflettere sull’eredità artistica e culturale del regista romano. Nel corso della giornata è stato rivolto un saluto anche a Ernesto Gastaldi, presidente onorario del Premio Sergio Leone e autore del trattamento di C’era una volta in America, impossibilitato a partecipare per motivi di salute ma ricordato con affetto e riconoscenza per il costante sostegno alle attività del Premio.

Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali della senatrice Susanna Donatella Campione e del presidente del Premio Sergio Leone Carlo Pepe. Nel suo intervento, la senatrice Campione ha richiamato il valore sempre attuale di C’era una volta in America, sottolineando come il film continui a rivelare nuovi significati a ogni visione e rappresenti uno dei vertici del percorso artistico di Leone, profondamente legato anche all’esperienza narrativa maturata nel western. Carlo Pepe ha espresso soddisfazione per lo svolgimento dell’iniziativa nella sede del Senato della Repubblica, per l’ampia partecipazione di pubblico e per la presenza di studiosi, artisti e professionisti che hanno contribuito ad approfondire l’opera del regista romano, rivolgendo inoltre un pensiero a Corrado Solari e al contributo da lui offerto negli anni alle attività del Premio Sergio Leone.

Il ricordo di Corrado Solari ha attraversato l’intera giornata. Fabrizio De Priamo ne ha ricordato il ruolo all’interno del Comitato d’Onore e il costante sostegno alle iniziative dedicate al regista. Al suo omaggio si sono uniti il regista Luca Verdone, che ha condiviso ricordi personali legati sia a Solari sia a Sergio Leone, e Marianna Solari, protagonista di uno dei momenti più intensi dell’incontro. Con evidente commozione, la figlia di Corrado Solari ha dato voce al contributo che il padre aveva preparato per il

convegno prima della sua scomparsa, consentendo ai presenti di ascoltare idealmente il suo ultimo messaggio dedicato a Sergio Leone.

Tra gli interventi più attesi, proprio quello del regista Luca Verdone, che ha condiviso ricordi personali legati a Sergio Leone e a Corrado Solari, ripercorrendo episodi della propria esperienza accanto al grande autore romano e offrendo una testimonianza diretta sul clima umano e artistico che accompagnò la stagione del suo cinema.

Particolarmente apprezzato anche il contributo dello sceneggiatore Franco Ferrini, ospite per la prima volta del Premio Sergio Leone. Ferrini ha ripercorso alcune delle tappe più significative della propria carriera, soffermandosi sul rapporto professionale e umano con Sergio Leone e sul lavoro condiviso nella realizzazione di C’era una volta in America, di cui è stato sceneggiatore. Il suo intervento ha offerto al pubblico uno sguardo privilegiato sul metodo creativo del regista e sulla genesi di una delle opere più rappresentative della storia del cinema italiano.

Moderato dallo storico del cinema Giuseppe Costigliola, il convegno ha quindi riunito personalità che hanno condiviso percorsi professionali e umani con Sergio Leone e studiosi che oggi ne approfondiscono l’opera e l’eredità culturale.

Tra i momenti più significativi dell’incontro, il dialogo tra Giuseppe Costigliola ed Eugenio Alabiso, storico montatore de Il buono, il brutto, il cattivo, che ha offerto una preziosa testimonianza diretta sul metodo di lavoro di Sergio Leone e sulla costruzione del suo linguaggio cinematografico.

Tra gli approfondimenti più originali, quello dello scrittore Giuseppe Manfridi, che ha dedicato la propria relazione al tema del flashback nella filmografia leoniana, soffermandosi in particolare su Per qualche dollaro in più e sul significato narrativo della celebre melodia del carillon-orologio che accompagna il duello finale, offrendo una riflessione sul rapporto tra memoria, tempo e costruzione drammaturgica nell’opera del regista.

Sono inoltre intervenuti il giornalista e critico cinematografico Lorenzo Moretti, il docente della Sapienza Università di Roma Damiano Garofalo e Giulia Testa, componente del Gruppo di Studio Premio Leone. Moretti ha ripercorso alcune delle sequenze più celebri de Il buono, il brutto, il cattivo, coinvolgendo nel dibattito Eugenio Alabiso e offrendo ulteriori spunti sul contributo artistico e tecnico che ha reso il film uno dei capisaldi della storia del cinema. Damiano Garofalo si è soffermato sull’influenza esercitata da Sergio Leone sull’immaginario statunitense, richiamando il legame tra C’era una volta in America e la rappresentazione cinematografica di New York, evocata dall’immagine del Ponte di Brooklyn, ancora oggi associata al film. Giulia Testa ha infine riflettuto sulla sopravvivenza dell’immaginario di Leone nella cultura contemporanea, evidenziando come temi, modelli narrativi e soluzioni stilistiche elaborati dal regista continuino a riaffiorare nel cinema, nelle serie televisive e nei nuovi linguaggi audiovisivi, spesso anche presso un pubblico che ne riconosce l’influenza senza aver necessariamente visto le opere originali.

Nel corso del pomeriggio hanno portato il proprio contributo anche Gianni Garko e Romolo Guerrieri, offrendo testimonianze e riflessioni sulla figura del regista romano e sul suo impatto nella storia del cinema italiano e internazionale. Sono intervenuti inoltre Graziano Marraffa, presidente dell’Archivio Storico del Cinema Italiano, e Natia Merlino, responsabile fundraising del Premio Sergio Leone, che hanno illustrato le prospettive di sviluppo e gli obiettivi futuri del Premio, evidenziandone il percorso di crescita e le iniziative in programma.

Con la nascita del Centro Studi Sergio Leone, il percorso di ricerca e divulgazione dedicato al regista romano si arricchisce di un nuovo strumento destinato a promuoverne lo studio e la valorizzazione. L’incontro ha confermato la vitalità degli studi leoniani e la capacità della sua opera di continuare a generare confronto, memoria e nuove prospettive di ricerca.

Pubblicità
Pubblicità
Copy link