venerdì, 29 Maggio 2026

Verso la riapertura della chirurgia senologica a Matera

L'assessore alla Salute, Politiche della Persona e Pnrr della Regione Basilicata, Cosimo Latronico, ha formalmente trasmesso al ministero della Salute il protocollo tra l’Irccs Centro di Riferimento Oncologico della Basilicata e l'Azienda Sanitaria di Matera per la...

Nella sede dei Padri Trinitari di Venosa si è svolto un utile e istruttivo momento formativo e di condivisione, dedicato all’inclusione scolastica e sociale delle persone con disabilità. Tutto questo, nell’ambito del progetto “Inclusione in rete: osservazione, confronto e co-progettazione tra scuola e strutture specialistiche”, promosso dall’Istituto di Istruzione Superiore “Solimene” di Lavello. All’iniziativa hanno partecipato tre docenti dell’area sociosanitaria provenienti dall’Istituto Superiore “Felix Muriel” di Rianxo, in Galizia (Spagna), giunte in Italia per un’esperienza di scambio professionale e culturale finalizzata al confronto delle buone pratiche nel campo dell’inclusione e dell’assistenza alle persone con disabilità. Il progetto è stato realizzato con l’obiettivo di favorire il dialogo tra sistemi educativi europei, valorizzare le competenze e le esperienze maturate e rafforzare la rete di collaborazione tra scuola e strutture specialistiche del territorio, come quella dei Padri Trinitari, in una prospettiva di continuità educativa e di co-progettazione. “Nel corso della visita – ha evidenziato il direttore dei Centri di riabilitazione di Venosa e Bernalda, Vito Campanale – le docenti spagnole, accompagnate da nostri operatori e professionisti e da due referenti dell’istituto di istruzione Solimene, hanno avuto l’opportunità di osservare da vicino le attività e i percorsi riabilitativi realizzati nella struttura di Venosa, punto di riferimento nel campo della riabilitazione e della formazione. Tra le attività presentate figurano il progetto di igiene orale del Modulo Autismo, le sedute di Interventi assistiti con gli animali, nel maneggio della struttura, il laboratorio di cucina, i laboratori di pittura e di pedagogia teatrale, nonché le attività di riabilitazione neuromotoria svolte nella palestra fisioterapica”. Particolare interesse hanno suscitato la condivisione del pranzo educativo e la presentazione della modalità di elaborazione degli strumenti riabilitativi personalizzati e adottati dall’équipe multidisciplinare. L’esperienza ha consentito alle partecipanti di confrontare le metodologie di assistenza e inclusione adottate nei due Paesi, acquisire strumenti e approcci trasferibili nei rispettivi contesti professionali e consolidare relazioni utili alla costruzione di future progettualità europee.

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