Il Circolo Canottieri Aniene di Roma ha ospitato il debutto di “Ferdinand Porsche. Un genio capace di sognare” (Giorgio Nada Editore), romanzo biografico di Christiana Ruggeri. In un salone gremito, l'autrice ha esplorato l’anima...

“I sogni non restano uguali per sempre, ma cambiano, e noi con loro. Io non so che fine hanno fatto i sogni che sognavamo, ma so che continuiamo a sognare, e che non smetteremo di farlo, perchè abbiamo trovato la sola cosa che potesse salvarci: ci siamo trovati l’un l’altro. E abbiamo capito che le nostre rovine non sono inferni da cui fuggire: le nostre rovine possono essere degli altri la dimora. E così possiamo deporre le armi, adesso. Riposare”
“Che fine hanno fatto i sogni che sognavamo?”: come un mantra, è una domanda che si ripete decine di volte il protagonista e io narrante, Teo, ne La vita giovane (Mondadori), il nuovo, intenso romanzo di Mattia Insolia.
In dieci anni, tanti quanti passano dalla fine del liceo al matrimonio di due dei suoi migliori amici, Giorgio e Matilde, Teo non ha più rivisto i suoi compagni. Milano gli ha concesso l’anonimato, avventure sessuali e soprattutto la possibilità di dimenticare. A 28 anni è un altro uomo, più disilluso e, forse, più corazzato per far fronte agli scossoni della vita.
“L’ultima volta che ho guidato per questa strada a occhi chiusi era la notte prima dell’inizio del quinto liceo, dieci anni fa; io ne avevo diciotto. Ero con gli altri, il futuro ci si spiegava davanti come un lungo tappeto rosso e sognavamo. Pure per questo tenevamo gli occhi chiusi: il buio eravamo capaci di modellarlo, redimerlo dai demoni che lo infestavano e dargli forme attraenti – ecco: sognavamo.”
Rientrare nella città di provincia in cui è cresciuto, farlo dopo troppo tempo – “Non sono tornato per Natale, Pasqua e i compleanni degli amici, per gli anniversari dei miei e la malattia di mia madre. Sì, dovevo farlo. E poi ho ventotto anni: credo sia giunta l’ora che impari ad affrontarle, le cose” – ritrovare i genitori anziani e bisognosi di cure e confrontarsi con gli amici del liceo, per Teo significa ripiombare nel passato. Ricordare giorni, esperienze, tormenti lontani, eppure tutt’uno con quello che lui è diventato. Rivedere Sofia, il suo amore mancato – “Sofia una direzione ce l’aveva, invece, e lavorava con l’energia tipica di chi non corre verso il futuro ma fugge dal passato”– vittima di una famiglia disfunzionale, con un padre e tre fratelli violenti. Lei e Teo, insieme agli sposi e a Tommaso, l’indomabile, e Marta, la più fragile e misteriosa del gruppo, per tutto il liceo sono stati inseparabili. Ne hanno viste e vissute tante, sempre mossi e motivati dai sogni, dalle aspettative, dai desideri tipici di quell’età indefinita – difficile ma bellissima. L’ultimo anno di liceo un incidente ha messo fine, bruscamente, alla loro amicizia: insieme, hanno fatto qualcosa di irreparabile, e quell’evento ha scavato in ognuno di loro un’insaziabile voglia di fuggire. Gli adulti che sono diventati oggi e quei sogni che sognavano si snodano lungo i tre giorni che precedono le nozze di Giorgio e Matilde. La vita giovane si sviluppa tra passato e presente, senza soluzione di continuità, con una trama coinvolgente, intimista e stilisticamente ineccepibile come solo Mattia Insolia sa scrivere.
L’Autore è nato a Catania nel 1995, oggi vive a Milano. Ha scritto racconti per diverse antologie, tra cui “Un piccolo incendio”, incluso nella raccolta Data di nascita curata da Teresa Ciabatti per Solferino. Collabora con “Domani”, “D” e “U” di “Repubblica” e “L’Espresso”, ed è editor per Nutrimenti. Ha scritto due romanzi: Gli affamati, pubblicato nel 2020 da Ponte alle Grazie, e Cieli in fiamme (Mondadori, 2023), vincitore del premio Comisso Under 35. Entrambi sono stati tradotti in Germania.
Rossella Montemurro

