Il weekend del 20, 21 e 22 marzo ha segnato l'apertura dell'anno di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo, il titolo conferito per il 2026 dall'Unione per il Mediterraneo e dalla Fondazione Anna Lindh alla città dei Sassi, insieme alla marocchina...
Dal supporto alla genitorialità a una cooperativa che oggi conta circa 22 dipendenti, “Le Matite colorate”, che racchiude un asilo nido, una scuola dell’infanzia paritaria, un centro psicopedagogico e didattico accoglie una serie di bisogni sul territorio, oltre ad ospitare lo sportello gratuito contro il bullismo e il cyberbullismo. La bella realtà delle “Matite colorate” è stata descritta ieri a Matera sul palco di “Storia di Donne” – la rassegna promossa nella piazzetta antistante la Fabbrica del Carro dall’Associazione Maria SS. della Bruna in collaborazione con Cloè Estetica-Spa-Pilates – dalla direttrice Ilenia Amati, vincitrice del premio italiano di Pedagogia 2024. La cooperativa sociale “Le Matite colorate”, realtà educativa attiva sul territorio lucano dal 2009, nasce come esperienza cooperativa radicata nei valori dell’educazione inclusiva, della partecipazione e della continuità educativa. Nel tempo si è consolidata come interlocutore pedagogico riconosciuto nei servizi per la prima infanzia, promuovendo una cultura della cura e della qualità educativa nei nidi e nelle scuole dell’infanzia. La sua attività scientifica si caratterizza per un costante intreccio tra ricerca accademica e sperimentazione sul campo, in particolare nell’ambito dell’educazione dell’infanzia e dell’inclusione.
La dott.ssa Amati, ricercatrice (RTDB) in Pedagogia e Didattica Speciale presso l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, coordina numerosi progetti di ricerca applicata in collaborazione con “Le Matite Colorate”, dove ricopre il ruolo di referente scientifico e coordinatrice di ricerca. Tra i progetti più significativi: “Verso un sistema educativo integrato 0-6”: volto a promuovere la continuità educativa tra nido e scuola dell’infanzia, attraverso pratiche di osservazione e co-progettazione; “Infanzia e inclusione: modelli educativi per la diversità nei servizi 0-6”: focalizzato sulla costruzione di ambienti educativi accessibili e inclusivi, in linea con l’approccio ICF; “La transizione dal nido alla scuola dell’infanzia” (2024 – in corso): finalizzato allo studio e al miglioramento dei processi di accompagnamento tra i due segmenti educativi; “Documentazione educativa e riflessività nei servizi integrati 0-6”: un percorso di ricerca-formazione volto a promuovere pratiche di osservazione, narrazione e valutazione nei servizi educativi. Questi progetti rafforzano il suo ruolo accademico nel campo della didattica osservativa, della formazione degli educatori e della valutazione della qualità nei contesti educativi, tematiche che approfondisce anche nei suoi insegnamenti universitari e nelle pubblicazioni scientifiche.
Attraverso tali esperienze, la dott.ssa Amati contribuisce alla definizione di un modello di università pubblica capace di incidere attivamente nei territori, costruendo alleanze educative tra ricerca, formazione e pratica professionale.
L’incontro è stato moderato dalla giornalista Rossella Montemurro.

