mercoledì, 25 Marzo 2026

Il Centro Danza Matera raccoglie premi e borse di studio al Csi in Danza. Ben nove coreografie a podio e la qualificazione alle finali nazionali di Campi Bisenzio. La maestra Mary D’Alessio: “Felice dei risultati e della voglia dimostrata dai ragazzi”

Grandioso successo di risultati e borse di studio per l’Asd Centro Danza Matera alla terza edizione del “Csi in danza”. La scuola materana ora è pronta alla sfida nazionale che si terrà a Firenze a maggio. La manifestazione territoriale, organizzata dal Comitato...

Una città senza barriere architettoniche, con una gestione ottimale degli spazi pubblici, con un’illuminazione adeguata anche nelle ore notturne affinchè chiunque possa percepire sicurezza, con i parcheggi rosa lasciati liberi per le future mamme: non è utopia, si tratta solo di “reinventare la città a misura di donna”, parafrasando il sottotitolo dell’incontro “La città che vorrei”, il tema della quarta serata di “Storia di donne” che ha avuto come ospiti le rappresentanti del Club Soroptimist Matera. Per la rassegna promossa a Matera nel piazzale antistante la Fabbrica del Carro dall’Associazione Maria SS. Della Bruna in collaborazione con Cloé Estetica-SPA-Pilates nell’ambito delle iniziative collaterali dei festeggiamenti in onore di Maria SS. della Bruna, si è preso spunto dal protocollo di intesa siglato tra Anci e Soroptimist.”La città (ecosostenibile) che vorrei: reinventare la città a misura di donna”.

Il Soroptimist è un club legato alla grande associazione mondiale di donne impegnate in attività professionali e manageriali che da sempre si pone come una voce universale per le donne attraverso la presa di coscienza, il sostegno e l’azione. Patrizia Minardi del Comitato Pari Opportunità Soroptimist International e Cristina Amenta, referente della sostenibilità ambientale Club Matera hanno approfondito quella che è un’opportunità di impegno innovativo a fronte delle nuove sfide e crisi epocali in atto – cambiamenti climatici, estese diseguaglianze socio-economiche, transizione tecnologica e nuovi scenari geopolitici – che obbligano tutti a reinventare percorsi e strategie per un futuro sostenibile, partendo dalle città, divenute sempre più protagoniste delle sfide e dei cambiamenti, in quanto nelle città piccole e grandi vive ormai la maggioranza delle persone.

Ospite di punta della serata l’artista Elisabeth Vermeer, architetto del paesaggio, storico dell’arte e dell’architettura semiologa formatasi a Parigi, Vienna e Boston. La Vermeer ha parlato del Giardino delle Rose: questi fiori, con le caratteristiche spine, rappresentano per lei le donne vittime di violenza. Non solo, sempre con un’attenzione e una sensibilità particolari rivolte alle donne, ha illustrato alcune sue mostre, come Fleurestunefleur, incentrata su una ricerca che analizza la beneficenza e in particolare modo la generosità e l’impegno nei confronti dei poveri e dei deboli da parte di alcune donne dal Medio Evo, ai giorni nostri.

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