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Il suo è un rock puro, trascinante, sanguigno e lui non intende piegarsi alle major né seguire le mode del momento. Al suo diciottesimo album, Polvere, strada e rock’n’roll (Music Forse), Giuseppe Calini rimane fedele a sé stesso, a quella linea che ormai segue da anni. Dieci tracce in cui si respira il mondo a stelle strisce, pieno di ritmo e grinta.
Per lui la musica deve essere sincera, senza effetti particolari e con ritocchi di post produzione. La sua Telecaster (ne possiede una quindicina) l’immancabile Vox AC30 e la sua voce sono l’inconfondibile biglietto da visita.
Legato alla sua città, Legnano, nell’ultimo video recitano anche i Legnanesi. L’ultimo singolo racconta una storia vera che come sempre Giuseppe propone con ottimismo: per lui il rock non è solo musica ma uno stile di vita.
Giuseppe Calini nasce nel 1966, il 5 Aprile, studia e si diploma in Perito industriale ma fin da piccolo suona e suona e suona. Fin da giovanissimo ha cominciato a comporre canzoni originali, soprattutto con la fedelissima Fender Telecaster verde, seguendo le orme dei suoi musicisti preferiti: gli Status Quo ma sono innumerevoli le band che sono entrate nel suo cuore, passando, a tutto volume, direttamente dai vinili degli anni ’70, dagli Uriah Heep, ai Blackfoot, dagli Sweet, Free, Ambrosia, ai Nazareth… Musicista completo, canta, suona chitarra, basso, pianoforte e batteria, riuscendo a comunicare, quindi, alla perfezione anche con tutti gli strumentisti che negli anni hanno collaborato alla sua ricca produzione discografica.
Rossella Montemurro


